La mente voleva assolutamente dimenticare
il cuore non voleva saperne
ma venne ad essere costretto.
C’erano pomeriggi interi dove ci si riusciva perfettamente,
a non pensare a te
pomeriggi intensi, i migliori, quelli in cui non si ha un secondo per respirare a pieni polmoni perché l’aria viene ad esserci sottratta dalla moltitudine di gente imbattutasi in questo tortuoso cammino,
e nel momento in cui ci si rendeva conto di non averlo fatto, ci si sentiva quasi in colpa.
Ma in colpa di cosa?
Bisognava meritarsi di venir pensati
E tu di sicuro non lo meritavi.
C’erano altri giorni in cui invece non ci si poteva farne a meno,
giorni nei quali non ci si aveva la forza di chiuderti nemmeno in uno di quei tanti cassetti di questa mente tanto contorta quanto fragile
sprecando un’infinita quantità di ore nel riuscire in questo intento.
Ma il vero spreco era rivolgere a te anche solo un minuto di quel tempo così prezioso
di cui si era già stati privati abbastanza
come se derubati.















