…Miles! Non ci posso credere che non ci sei più, e la cosa mi rende molto triste. Proprio l’altro giorno avevo ripubblicato la dedica che mi avevi fatto sul tuo cd, “Quando si alza la marea… nuota!”, e appena entro in camera mia ti vedo sempre, la tua scritta sul poster, in verde: “Keep it real!”. Mi ero trasferito da poco, e questa scritta ce l’ho davanti agli occhi da anni, la leggo sempre, è sempre d’ispirazione; e anche quello strumento africano di cui nemmeno sappiamo il nome è sempre lì in bella vista, su una delle casse dello stereo, quando me l’hai regalato dicesti che magari un giorno avremmo potuto suonare insieme. Quando ci siamo conosciuti io avevo i capelli corti quasi come i tuoi, e pure la barba, sembravamo proprio fratelli; è stato bello andarsene in giro insieme e chiacchierare, ascoltare i racconti della tua irrequieta adolescenza da “punkabbestia” (dicesti proprio così, in italiano!), della nuova vita a Los Angeles, dello yoga e dell’arte contemporanea (che bella visita che facemmo al Madre!). Ancora ricordo con un sorriso quando un po’ imbarazzato mi chiedesti se era okay chiedere un altro po’ d’olio sulla pizza per farci la scarpetta. È davvero terribile che non ci sei più. Ricordo che volevi trasferirti qui a Napoli, peccato questo sogno non si sia mai realizzato. Ti ho visto più volte suonare, da solo e insieme agli Akron/Family, uno dei concerti più belli e sconvolgenti che abbia mai visto, se non vi avessero fermato probabilmente sareste andati avanti tutta la notte… quanta bellezza perduta. Resta la musica, sì, ma non è la stessa cosa, mancherai come amico, tanto. Buon viaggio Miles, ti voglio bene.