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Went to a Geek Bar Chicago event. Met lots of cool people. If you have any Asha or Sansa pictures, find me.
INTERVISTA - SHININ' SHADE
Gli Shinin’ Shade sulle scene dal 2005, due album ed un EP all’attivo, arrivano da Parma trascinandosi appresso echi d’atmosfere sospese tra doom e astri. Proviamo a conoscere meglio l’interessante realtà di questa band attraverso le loro parole.
1)Benvenuti Shinin’ Shade su Rock ‘n’ Blog Queen! La mia breve introduzione non rende giustizia agli abissi che si nascondono nei vostri brani. Avete voglia di presentarvi voi stessi al pubblico?
- Certamente! Il gruppo si forma nel 2005 come Madness City Band, da un’idea di Allen Kramer e Roger Davis, allora compagni di classe a scuola. La formazione originale era un power-trio che suonava lunghe improvvisazioni hard-blues con forte richiamo alle sonorità della Detroit di fine anni ‘60. Col tempo vari cambi di formazione si sono avvicendati, tra cui l’entrata del secondo chitarrista Mek Jefrey nel 2008, con cui abbiamo registrato il nostro primissimo demo a nome Shinin’ Shade. Poco dopo la registrazione il vecchio batterista decide di lasciare e viene sostituito da Mike De Chirico, nostro attuale batterista, con cui abbiamo avuto una virata decisa verso influenze più progressive. Dopo la pubblicazione del primo full-lenght omonimo nel 2010; abbiamo iniziato a comporre brani sempre più articolati, ma che avevamo difficoltà a cantare, proprio perchè eravamo oramai troppo concentrati sulla parte strumentale. Quando ci siamo resi conto che il successivo EP sarebbe stato esclusivamente strumentale, ci siamo messi alla ricerca di una voce solista, ed è nel settembre del 2011 che Jane-Esther Collins entra a far parte della formazione appena prima che le registrazioni di ‘Slowmosheen’ siano ultimate. Il lavoro in questione ci ha permesso di suonare in giro per l’Italia, di fare un breve tour in europa ma sopratutto di scrivere brani nuovi, che sono andati a comporre il nostro nuovo full, intitolato ‘Sat-Urn’.
2) Il vostro sound è maturo ed affascinante, non è difficile rimanerne sedotti. Come siete riusciti a mixare sonorità differenti sino a renderle uniche nonostante l’avvento di una voce femminile solo negli ultimi anni?
- Il mix di sonorità che ritrovi deriva dal fatto che siamo persone con ascolti musicali tra di loro diversi. Molto spesso è proprio questo a rendere la nostra musica variegata, perché ci piace unire parti differenti tra di loro e capire come possono suonare bene senza forzare troppo la musica; l’improvvisazione è un punto cardine di quello che facciamo. Oltre a questo, siamo persone tendenzialmente introspettive ed introverse, per cui tutto questo diviene anche una valvola di sfogo per quelle situazioni di vita reale in cui ci ritroviamo in difficoltà con noi stessi!
3)Da poco è uscito il vostro ultimo album “Sat-urn”. Il disco ha sonorità molto più cupe e pesanti rispetto all’EP che lo ha preceduto (“Slowmosheen”), che cosa è cambiato a livello compositivo o emotivo nella band nel periodo di tempo intercorso tra i due lavori?
- Il nuovo disco ha sonorità più intense in quanto il rapporto tra di noi è diventato più stretto, dopo aver condiviso delle esperienze come andare in tour in Italia ed in europa, ci siamo ritrovati in sala prove per due mesi, sempre a stretto contatto per finire arrangiamenti e canzoni. Questo è anche stato un periodo di forte stress emotivo e frustrazione palpabile, ed ecco perché molte canzoni sono cupe ed inquiete in maniera maggiore rispetto al vecchio EP.
4)Le vostre atmosfere e le vostre influenze sono piuttosto avanzate considerando la giovane età, come vi siete avvicinati alla musica?
- Il nostro avvicinamento alla musica è avvenuto in maniera da totali profani. Eravamo dei ragazzi di quindici anni con la passione per la musica underground e le sperimentazioni. Ogni volta che ascoltavamo una canzone che colpiva la nostra attenzione ci trovavamo in sala prove cercando di riprodurne l’atmosfera inquietante, oppure le dissonanze o qualsiasi cosa rendesse la musica bizzarra. Crescendo siamo diventati in grado di esprimere pienamente questa nostra passione per la musica più articolata e ad oggi questo è diventato un punto caratteristico di quello che facciamo.
5) L’attività live vi ha visto condivider il palco con grandi nomi come gli Electric Swan piuttosto che Baroness. Cosa vi hanno lasciato queste esperienze?
- Queste esperienze sono state gratificanti, da una parte perché abbiamo imparato a capire come presentare la nostra musica dal vivo e questo ha fortificato la nostra unione sia sul palco, con l’aumento della potenza sonora delle nostre esibizioni, sia dal lato umano, in quanto abbiamo iniziato a capire veramente quali erano le nostre necessità evolutive come gruppo di persone.
6) Gli artwork dei vostri lavori sono pieni di rifermenti simbolici rimandanti al cosmo e a profondi livelli di introspezione, chi di voi se ne occupa?
- Ogni volta che ci approcciamo alla veste grafica di un nuovo lavoro, richiediamo che la musica e l’artwork funzionino in maniera eguale, senza doversi intralciare. Come ti dicevo prima, siamo persone introspettive, ma questa volta le tematiche astrologiche e spaziali sono un’idea di Allen, alla quale anche gli altri hanno poi contribuito con testi ed ispirazioni per i brani composti.
7) E ora, ultima domanda: attualità! Come considerate la scena musicale alternativa locale e come vi sentite collocati al suo interno?
- La scena musicale della nostra città ha vissuto un periodo di espansione da quattro anni a questa parte, anche se tutto questo è stato molto limitato; nel senso che viviamo a contatto con una realtà umana che non è disposta ad interessarsi e a comprendere situazioni di questo genere. Per noi risulta a volte difficile relazionarci con tutto questo, perché al giorno d’oggi è come vivere tagliati fuori dalla società; e sopratutto in Italia, questo risulta essere qualche cosa con una connotazione negativa.
8) La nostra intervista è terminata. Siete liberi di salutarci come volete!
- Grazie a Marie per l’occasione concessaci nel realizzare questa intervista.
Shinin’ Shade (C) Alessia Leporati
Line up:
Jane Esther-Collins - Vocals Allen Kramer - Guitar, Mellotron Mek Jefrey - Guitar, Vocals Roger Davis - Bass Mike De Chirico - Drums Contact https://www.facebook.com/pages/SHININ-SHADE/169113931530 http://www.moonlightstudios.it/recording/ [email protected]
Progress so far (as of 3PM)