Oggi dovremmo dire: «Non dare un dato a un bambino, insegnagli piuttosto a pensare». Il serbatoio di conoscenza che oggi è disponibile non si lascia contenere nelle nostre menti: resta fuori, accessibile in qualsiasi momento grazie a una ricerca su internet. Lì ci sono tutte le informazioni, tutti i dati, tutto quello che già si sa; lì, in altre parole, si trovano le risposte. Quel che non si trova, però, sono le domande: il problema è avere la capacità di interrogarsi, saper formulare domande feconde che suscitino nuovi sforzi di ricerca e di apprendimento. E questa capacità si situa lì, in fondo, quasi incisa nell’osso del nostro cranio, tanto intima da non averne quasi coscienza. Impariamo semplicemente a osservare il mondo con sguardo interrogativo, e questo diventa il nostro modo naturale di guardarlo. Basta poco per fare nostra questa attitudine che ci accompagnerà per tutta la vita.
Diffondete per le strade il piacere della conoscenza! Un discorso di "Pepe" Mujica - Carmilla on line ®









