Adesso affondo, mi sollevo come prua, io, tu come poppa, presto al contrario, nella bonaccia non sappiamo chi sia chi. La curvatura del fianco si gira soltanto, muta la sua iniziale torsione, le assi si ricongiungono come piume, si trasformano in altre piume, lo scafo ulula di felicità, di dolore: dondoliamo portati dalle correnti, accenni d'onde carezzano le assi di fondo. Merja Virolainen

















