Sempre insieme, eternamente divisi.
È che se penso all’eclissi a me, dopo tanti anni, viene in mente ancora questa cosa qui.
-Ladyhawke dir. Richard Donner con Michelle Pfeiffer (Isabeau D'Anjou) e Rutger Hauer (Etienne Navarre)-
Today's Document

#extradirty
No title available
Cosimo Galluzzi

@theartofmadeline
d e v o n
Game of Thrones Daily
NASA
TMBGareOK. The Official They Might Be Giants tumblr

pixel skylines

PR's Tumblrdome
KIROKAZE

No title available

Jar Jar Binks Fan Club

roma★
Fieri Frames

Love Begins
Monterey Bay Aquarium
macklin celebrini has autism
Fai_Ryy
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Japan
seen from Ecuador
seen from United Arab Emirates

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from United States

seen from Albania

seen from Uzbekistan

seen from United States

seen from United Kingdom
seen from United Kingdom

seen from Germany
seen from Brazil
seen from Japan
@fortezzabastiani
Sempre insieme, eternamente divisi.
È che se penso all’eclissi a me, dopo tanti anni, viene in mente ancora questa cosa qui.
-Ladyhawke dir. Richard Donner con Michelle Pfeiffer (Isabeau D'Anjou) e Rutger Hauer (Etienne Navarre)-
Quando c'è una bella notte stellata, il signor Palomar dice: «Devo andare a guardare le stelle». Dice proprio: «Devo», perché odia gli sprechi e pensa che non sia giusto sprecare tutta quella quantità di stelle che gli viene messa a disposizione.
(Italo Calvino)
Summer Wasting
(brano di Belle and Sebastian, illustrazione Alessandro Barociani)
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate con qualcosa di fragile come le storie passate: forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.
(Francesco Guccini)
Evitò di guardarla troppo a lungo come troppo a lungo si evita di guardare il sole. Come con il sole, però, sapeva che c'era anche senza guardarla.
(Anna Karenina, Lev Tolstoj)
2 agosto, siamo in tanti, qualcuno cerca un po’ d’ombra sotto i portici, altri sotto la tettoia a fianco dell’autobotte che distribuisce acqua, c’è chi si è portato il ventaglio da casa, ma nonostante il caldo atroce, nonostante gli allarmismi, eccoci di nuovo qua, si va perché si deve andare, prima incontro al corteo in via indipendenza e poi tutti assieme verso la stazione, in silenzio, con rispetto, per ricordare.
(foto falpao, grazie Bologna che ci sei ancora dopo 46 anni)
Memoriale Brion di Carlo Scarpa (“senza tutte quelle città di pianura lì in mezzo”)
(foto falpao, San Vito d’Altivole)
Diverse decine di migliaia di uomini giacevano morti in diverse posizioni e uniformi nei campi e nei prati appartenenti ai signori Davydov e ai contadini demaniali, in quei campi e prati dove per centinaia di anni avevano mietuto il grano e insieme pascolato il bestiame i contadini dei villaggi di Borodino, Gorki, Ševardino e Šemënovskoe. Nei punti di medicazione, su una superficie di una desjatina, l'erba e la terra erano intrise di sangue. Folle di feriti e non feriti di varie unità, con le facce spaventate, si trascinavano indietro da un lato verso Možajsk, dall'altro verso Valuevo. Altre folle, esauste e affamate, andavano avanti guidate dai loro comandanti. Altre ancora stavano ai loro posti e continuavano a sparare. Sopra tutto il campo, prima cosí festosamente bello, con i suoi barbagli di baionette e i suoi pennacchi di fumo nel sole del mattino, gravava adesso una foschia di umidità e fumo, e uno strano odore acido di salnitro e di sangue. Si radunarono delle piccole nubi, e una pioggerella cominciò a gocciolare sui morti, sui feriti, sugli spaventati, sugli stremati e sui dubbiosi. Come se dicesse: «Basta, basta, uomini. Smettetela... Tornate in voi. Che state facendo?»
Gli uomini esausti, senza cibo e senza riposo, tanto dell'una quanto dell'altra parte, cominciavano ugualmente a chiedersi se dovessero ancora sterminarsi a vicenda, e su tutti i volti si notava un'esitazione, e in ogni anima si levava ugualmente la domanda: «Perché, per chi dovrei ammazzare ed essere ammazzato? Ammazzate chi volete, fate quel che volete, ma io non ci sto piú!» Questo pensiero verso sera era ugualmente maturato nell'animo di ciascuno. Da un momento all'altro tutti quegli uomini potevano inorridire di quel che stavano facendo, piantar lí tutto e fuggire dove capitava.
(Guerra e pace, Lev Tolstoj)
Le cose che fai quando non ti vede nessuno: non erano sufficienti per andare avanti? Ballare, non sentirsi responsabile di niente, vivere per l'euforia momentanea.
(Paolo Giordano, Tasmania)
Se avesse dovuto spiegare perché, avrebbe detto che la sua relazione con Togliatti era una cosa che era lì, chiusa, da qualche parte, nella sua pancia. Poi si sarebbe corretto, e avrebbe detto che non era una cosa, era un insieme di cose, un odore, un sapore, un sentimento, un’aria, nel senso di una qualità di ossigeno particolare, una luce, uno spazio, uno slargo, una discesa, quando, il mattino presto vai in bicicletta giù per una discesa e senti in faccia il mondo, ecco, un mondo, Togliatti era un mondo, con tutto, con i prati, e la rugiada, e le cantine, e gli scarafaggi, e gli androni dei palazzi, e le scale da fare a piedi, e le vicine che lasciavano la spazzatura sui pianerottoli, e i bar dei supermercati, e la noia, e il mare, e la Romagna, e l’Emilia, e la Toscana, e la Russia e tutto questo era lì, nella sua pancia, nella sua testa, nelle sue braccia, nei suoi piedi, nelle sue spalle, nella sua stanchezza, nella sua voglia di alzarsi al mattino; lui con Togliatti aveva imparato a camminare, a parlare, a ascoltare, a dire «Sei insopportabile» come se fosse un complimento e a sentirsi dire «Sei insopportabile» e a prenderlo come un complimento.
(Paolo Nori)
Marjane Satrapi, Persepolis
(Si può morire di dolore)
Pensieri orizzontali.
(ph Sigurður Guðmundsson)
Noi abbiamo 3 feste nazionali che meritano rispetto, conoscenza e approfondimento: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno.
Vista mare (e non stai più male)
In questo posto che mi somiglia, di pirati disadattati all’alba camminano sull'acqua surfisti o santi trasandati, torno sul porto ad ascoltare il vento, non ha niente da dirmi. L'autobus parte, non lo prendo.
-Vasco Brondi-
(foto falpao)
Ma com’eri bella alla finestra, con il grigio del cielo posato su una guancia, le mani che stringevano il libro, la bocca sempre un po’ avida, gli occhi incerti. C'era così tanto tempo perduto in te, eri in quel modo il calco di ciò che avresti potuto essere sotto altre stelle, che prenderti tra le braccia e fare l'amore con te diventava un compito troppo tenero, troppo al limite della pietà, e lì mi ingannavo, mi lasciavo cadere nell'orgoglio imbecille dell'intellettuale che si crede in grado di capire.
(Julio Cortázar, Rayuela)
Qui è tutto perfetto.
(Andrea Pazienza, Linus giugno 2018)
Mi ripaghi
da certe stanchezze umane
poco umane
dalla fatica di non trovare
silenzio senza silenzi
come i tuoi.
(Roberto Dall'Olio, la Tequila nera e altre poesie feline)
(foto falpao, Ugo e la primavera)