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Mi mancherai, se fai così,
prendi la mira col cannone.
Parole sante e verità,
nessuno sente l'esplosione.
"il signore della corte"
Alla luce dei fatti
di cui sono a conoscenza
posso dire con certezza
di non essere più pazzo di un cavallo,
al limite più bello,
ammessa dimostrabile la pazzia dell'animale già citato
da me considerato spesso metro di misura per mentali inefficienze...
umane deficienze.
All'epoca dei fatti,
ero un grande sognatore,
della razza che la vita la vivono col cuore,
descrivevo con disprezzo la società del capitale
e l'amarezza del sudore,
il puzzo del sudore.
Disegnavo sulla sabbia i miei progetti esistenziali,
miraggi nel deserto,
gabbiani senza ali,
fervevo di
ambizioni di improbabile attuazione,
cercavo il treno giusto
ma non ero alla stazione.
E il destino non deraglia
per venirti a cercare,
"trovare i binari per farsi investire!"
diceva mio nonno,
capostazione, che vide da vicino le ruote di un vagone
nell'ultimo istante,
prima di morire,
ed io che pensavo continuasse a scherzare.
Ma l'unico modo per FARE,
è fare sul serio.
Ed ora,
ricordo che piansi,per lui,
piansi sul serio.
Avevo fatto strada lavorando per il circo,
e quando dico strada non intendo la carriera
intendo strada vera,
solo strada vera.
Ho visto tutto il mondo girando in carovane,
era come una famiglia,
ci chiamavano i gitani,
ho visto l'equatore
poi case fatte in ghiaccio,
io non ero l'acrobata, io ero il pagliaccio.
E mi pagavano per piangere
ridere e cadere,
schiaffi,
schiaffi e calci nel sedere.
Ma il destino non deraglia per venirti a cercare
"trovarei binari per farsi investire!"
diceva mio nonno,
capostazione, che vide da vicino le ruote di un vagone
nell'ultimo istante prima di morire,
ed io che pensavo continuasse a scherzare.
Ma l'unico modo per fare,
è fare sul serio.
ed ora ricordo che piansi per lui,
piansi sul serio.
Berenice ha fatto un sogno in cui ero suo fratello,
disegnavo piedistalli in una ditta americana
di busti e manichini,
non robusti ma carini e
svegliatasi dal sonno non distinse più il reale dall'onirico,
stette lì un po’ in bilico
poi decise di lasciarmi,
per il ben più celeberrimo domatore di leoni,
parlando d'incesto,
coraggio ed illusioni
e seppure lei sembrasse del tutto convincente
non cedetti,
non crollai,
non credetti proprio a niente,
e guardandola negli occhi, nascosti tra i capelli,
di colpo diventai un lanciatore di coltelli...
Berenice andava uccisa per il suo modo di fare,
da sempre un indecisa che può fare molto male
quindi ammetto son colpevole ma per auto difesa,
dieci coltellate,
per due le ho chiesto scusa,
io pensavo che lei fosse il treno da cercare,
rideva,
pensava io volessi scherzare.
Ma l'unico modo per fare,
è fare sul serio.
Ed ora ricordo che piansi per lei,
piansi sul serio.
Non cito questi fatti per smuovere clemenza,
ma per unire i pezzi d'un vaso che si è rotto
per sommarsi di fratture,
anche s'era duro,
magari inaffidabile,
come in bilico sul letto di mia nonna,
non la vedova quell'altra,
che la notte si produce in perfette imitazioni di biplani del diciotto
ma io non sono matto...
io non sono matto... no!
io, non sono matto.
Il tram che sfonda l’autunno e forma un buco di mille vicoli
-L’Officina della Camomilla
" Ma è che se guardo giù c'ho le vertigini mi mandi in alto tesoro se mi guardi così e quassù mi manca l'aria "
- Nobraino
Ed ogni volta mi sembra perfetto quello che vivo, che faccio e che ho però di colpo come per dispetto divento triste, perché non lo so Posso ottenere le cose che voglio e per quanto ottenga con facilità sia mezzo mondo che mezzo miliardo mi manca sempre quell'altra metà Ho fatto un sogno allucinante avevo coda, orecchie lunghe, quattro zampe e alla fine del mio guinzaglio c'era una mano che sembrava la mia. Ho fatto un sogno allucinante ero sia il cane che il padrone dominante se Freud non sbaglia con il mio guinzaglio son io che freno la mia felicità
Nobraino - Il guinzaglio
Ci scommetto che prima di me non t'è mai capitato così che ci provo in pubblico e ti bacio qui tra la gente nei viali o nei bar ti tocco il culo e poi ti stringo un po' tu che ridi che dici di no ti arrabbi piano mi spingi un po' in là