"Poi mi racconti lo stato delle mutandine" : questo il messaggio ricevuto dopo pochi minuti dal nostro saluto in strada. Non è una richiesta fatta a caso. Il mio Padrone mi ha appena lasciata tornare a casa "in compagnia". Cammino con la sensazione di essere un po' come Pollicino...potrei lasciare le tracce del suo passaggio dentro di me e ne sarei ben contenta, a dirla tutta. Incontro "deciso" anche questo. Corpetto sottoseno, autoreggenti e tanta voglia di cazzo e non solo: mi presento così a lui, chiaramente soddisfatto per il mio outfit, e dopo averlo salutato inginocchiata, quindi, mi concedo a qualche scatto e a tanti affondi in fica. Sento la sua voglia nella forza che imprime in ogni colpo e godo a quattro zampe. Mi dico, tra me e me, che sono diventata una Cagna ben addestrata: conosco infatti i suoi desideri, che coincidono meravigliosamente con i miei, e mi prodigo per realizzarli, a volte a testa bassa, tra conati e soffocamento, altre volte sfidandolo chiaramente. So cosa vuole darmi, so cosa voglio dargli e, vi posso garantire, in alcuni casi è una vera e propria deflagrazione. Non posso portare i Toys" mi aveva avvisata ieri sera, in realtá uno è riuscito a portarlo, quello che a prima vista sembra innocuo ma in realtà è cattivissimo. Culo, figa e bocca riempiti a turno, gemiti, urletti e un letto disfatto. Se provate a chiedermi cosa mi piace di più non saprei rispondervi. Se mi chiedereste di rinunciare a qualche "occupazione" vi risponderei con un "no" secco. Quando penetra uno dei miei buchi, infatti, gli altri automaticamente provano una grande invidia che si mescola ad un bisogno crescente di ricevere un analogo trattamento. Ha ragione il mio Padrone quando mi definisce avida...ha ragione quando sostiene che sarei pronta per due cazzi. Giovedì prossimo sarà il mio compleanno e siccome non potremo vederci, festeggiamo in anticipo: panna spray nel culo e voilà la torta è pronta. Il mio culo comincia a sputare dolcezza senza contegno mentre io, baciando il mio Porco, canticchio: "Tanti auguri a me, tanti auguri a me, tanti auguri alla tua Troia, tanti auguri a me". Seduta al tavolino di un bar, sorseggiando un thè freddo, ripenso allo "champagne home made" che poco prima mi è stato offerto per brindare: inginocchiata di fianco al cesso, ho attinto direttamente dalla fonte del mio Porco ricevendo un abbondante getto di piscio caldo. Un colpetto di tosse mi riporta alla realtà e non solo... è ora di tornare a casa, mi alzo, mi assicuro di aver preso la borsa e il cellulare, dó una veloce occhiata al tavolino e noto che sul sedile giace una piccola macchia bianca: il perizoma zuppo non è riuscito a trattenere la sborra. Sorrido compiaciuta, pago la consumazione e lascio una mancia al cameriere che dovrà pulire il tavolo e la sedia: credo proprio se la meriti.