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Paramaribo non è la versione “da raffreddati” della mitica Maracaibo, la città dove il mare è sempre “a forza nove” e dove “balla il barracuda” protagonista della famosa canzonetta di Lu Colombo. No, Paramaribo (l’accento cade sulla terza “a”) è la bella e colorata capitale di uno stato sud americano sconosciuto ai più che si chiama Suriname. Una ex colonia olandese in cui tre quarti del territorio è natura (la mitica e favolosa Amazzonia) e il resto sono piccoli villaggi e tante miniere d’oro. E poi, tra liane e giaguari e insetti, c’è proprio lei, Paramaribo. Uno di quei posti che non ti aspetti e che dunque noi di Nuok non potevamo esimerci dal visitare.
Questa città è piccola, ma incredibilmente cosmopolita, piena di vita e di opportunità. La abitano un mix di culture e etnie diverse. Tutte autonome, eppure tutte surinamesi. Unite nel sentirsi parte di uno stato indipendente da poco. Durante il periodo coloniale gli olandesi, oltre e a insediarsi loro stessi, avevano infatti costretto al trasferimento in Suriname persone provenienti dall’India, dall’Indonesia e dall’Africa. In tempi più recenti sono poi arrivati altri europei (in particolare fiamminghi, ma non solo) e alcuni cinesi.
Questo, per il cotè turistico di Paramaribo, ha voluto dire due cose: lo sviluppo di una vibrante comunità artistica (in particolare pittori e scultori) e un’apertura curiosa e sperimentale rispetto al cibo, capace di restituire sapori europei puri, ma anche di azzardare accostamenti più fusion in cui Asia, Africa, Europa e Sud America si ritrovano tutti insieme nello stesso delizioso piatto. Inutile dirvi che la città ci è piaciuta molto, e proprio per questo abbiamo deciso di prepararvi una piccola guida con tutto il best of delle cose da fare se mai vi troverete a capitare da queste parti (dopotutto, c’è un volo diretto da Amsterdam tutti i giorni).
Tra storia e natura
Il distretto storico di Paramaribo si chiama Fort Zeelandia. Si tratta di un piccolo complesso di edifici in legno tipicamente olandesi (che un po’ ricordano anche le case di Gangs of New York, in fondo – dopotutto – quella del film di Scorsese era la Nuova Amsterdam!) tenute benissimo e piacevolmente ombreggiate da alberi molto alti. Lì troverete centri culturali, un ristorante molto buono (collocato dentro a un forte) che si chiama Baka Foto e vari edifici di rappresentanza (ambasciate, sedi governative, etc). Troverete anche una installazione un po’ pacchiana ma divertente: “I love SU” una scritta gigante e di chiara ispirazione newyorkese che celebra l’amore per questo stato.
La zona di Fort Zeelandia si trova sul bordo della città che costeggia il fiume Suriname ed è un ottimo punto di partenza per esplorare altri tre punti di interesse. Innanzitutto, incamminandovi verso il fiume incontrerete alla vostra destra un parco di sole palme, altissime e imponenti: il Palmentuin. Un’area verde unica nel suo genere in cui è molto piacevole passeggiare, o sedersi per una piccola sosta. Tenete però conto che per quanto il Palmentuin sia tranquillo e sicuro di giorno, non è per nulla consigliato visitarlo quando il sole è tramontato: questo è in effetti l’unico luogo del centro di Paramaribo in cui ci hanno sconsigliato di passeggiare al buio. Le altre zone centrali sono generalmente tranquille e “safe”, anche se a nostro avviso durante le ore notturne è sempre meglio muoversi in taxi ovunque.
Il secondo punto degno di nota lo troverete andando poco più giù. Si tratta del Watertank, una strada piena di baretti e bancarelle di artigiani locali. Qui vale assolutamente la pena di fermarsi sia per bersi una bella Parbo fresca (la birretta locale) che per acquistare qualche manufatto tradizionale in legno o una bella collana colorata fatta di semi.
Infine, andando ancora oltre, troverete un’altra attrazione locale da non perdere: il Paramaribo Central Market, un grande mercato coperto di frutta, verdura, pesce e carne colorato e pieno di gente. Vi stupirà la precisione e la razionalità con cui i venditori allestiscono i loro banchi, organizzando i prodotti in montagnette precisissime e ineccepibili.
Arte e artigianato rigorosamente locali
Il luogo perfetto per scoprire l’arte contemporanea locale e magari portarsi anche casa un quadro o una scultura è la galleria ReadyTex. Situata dentro a una vecchia casa coloniale di tre piani ristrutturata con garbo minimal, questa galleria non ha niente da invidiare agli spazi espositivi che si trovano in Europa o negli Stati Uniti.
La collezione di opere è variegata e consistente: ci sono sedie, pitture, serigrafie, stampe, illustrazioni. Le mura bianche e i pavimenti lucidi fanno risaltare ancora di più gli incredibili colori usati dagli artisti surinamesi esposti. In più, l’ingresso è gratuito (anche se accettano e suggeriscono di fare una piccola donazione) e tutto ciò che è esposto si può acquistare, con prezzi (esposti in dollari) che vanno dai 50$ in su.
Proprio a fianco della galleria d’arte, troverete lo spazio che ReadyTex ha deciso di dedicare all’artigianato locale: RedyTex Crafts. Un grande negozio che vende oggetti in legno, tessuti, abiti, gioielli, saponi e molto di più, tutti rigorosamente “hand made in Suriname”. Ottima qualità, molta varietà e prezzi decisamente accessibili.
Un’esperienza gastronomica da leccarsi i baffi
Quando le culture diverse si incontrano, si annusano e iniziano a fondersi il risultato gastronomico è molto spesso incredibile. A Paramaribo vi accorgerete che si può mangiare davvero bene, in locali semplici ma raffinati che vi faranno pensare di essere nel cuore Willamsburgh, anzichè a un passo dall’Amazzonia.
Il nostro preferito è stato sicuramente Souposo, piccolo bistrot gestito da giovani locali in cui troverete un mix di piatti creativi (dai noodle freddi con il lime ai panini farciti di hummus e melanzane alla griglia fino alle zuppe di pesce fresco) e succhi di frutta che vengono preparati sul momento. Da Souposo si mangia, si beve e ci si rilassa anche: il grazioso patio interno è arredato con gusto e con tanto colore, l’ambiente è confortevole e il wifi è aperto. In più, alcune simpatiche tartarughe di terra verranno a trovarvi mentre mangiate, pronte a condividere con voi il fresco.
Un altro locale che ci è piacituo molto è De Waag. Nonostante il nome decisamente olandese, si tratta di un ristorante e bar il cui piatto forte è l’asado: la carne alla griglia argentina. Arredato con stile e dotato di un bel dehor, questo ristorante non solo serve bistecche gustosissime e pesce cotto sulla piastra, ma ha anche un’ottima carta di liquori e vini , con una scelta di rossi Sud Americani ed Europei (c’è anche il Primitivo di Manduria) di tutto rispetto.
Un altro pit stop che vi suggeriamo di fare è al Bar Zuid. Un locale aperto e sempre pieno di gente dove si beve birra al bancone chiacchierando con i camerieri e dove, nonostante i dubbi iniziali, abbiamo deciso di provare a prendere la pizza. Non ci ha deluso: questa pizza si è rivelata essere buona e croccante, soprattutto per gli standard sudamericani. La gestione è olandese e i pizzaioli sono surinamesi, ma gli ingredienti e il forno (rigorosamente di mattoni e a legna) sono 100% italiani. Il risultato è un impasto sottile e molto croccante, farcito con prodotti saporiti e di qualità. Tutto sommato più che soddisfacente, anche se non buona quanto quella che avevamo trovato a Bangkok, ad esempio.
Infine, per un ottimo caffè freddo shakerato o per un frullato di frutta da sorseggiare all’ombra, il posto ideale dove andare è Zus & Zo, un bar che è anche sia un ostello che un “affitta bici”.
Passeggiare, parlare, assorbire
Ve lo abbiamo dimostrato con questa manciata di consigli: nonostante le sue dimensioni ridotte, Paramaribo è indubbiamente una città che vale la pena di visitare e di vivere. Per questo l’ultima dritta che ci sentiamo di darvi per aiutarvi ad assorbirla ed esplorarla al meglio è quella di invitarvi a percorrerla a piedi o in bici, guardando la mappa solo ogni tanto e sfidando il caldo, pronti a scoprirne tutti gli angoli e i segreti. Dai negozietti cinesi che vendono cibo e oggetti per la casa in ceramica che ci sono davanti al mercato coperto, ai grandi supermercati come Tulip, in cui troverete tutto il meglio dei prodotti europei, formaggio brie e mozzarella inclusi.
Dalle stradine piene di graffiti colorati e pop, ai resort come il Torarica in cui andare a passare un pomeriggio rilassante tra piscina, spa e massaggi (un’ora di massaggio thai qui costa meno di 15 euro).
Lasciatevi guidare dall’istinto e fatevi consigliare dalla gente del posto: siamo sicuri che questo melt’n’pot di culture, sapori, colori e stili di vita che hanno saputo fondersi e adattarsi gli uni agli altri pur mantenendo la loro unicità piacerà un sacco anche a voi.
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Per il ciclo #ClubMetroShopBeArtist #ChiaveUsbNeiMuri strabiliante #ShareMashUp del #CityClouding. Si chiama così #DeadDrops il progetto dell'Artista #AramBartholl che ha sparpagliato e cementificato decine di #Usb in tutta #NewYorkCity, memorie accessibile per qualsiasi #PcDisponibile a #Condividere la vita! How to? Collegatevi e scopritelo...indagate! :) La nostra fonte è quel #PezzoDaNovanta di #Nuok! :) #Loving! Club Metro Shop
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