Passo la notte insonne, troppe le rogne Esco di notte dal tombino come Splinter dalle fogne Giacca sporca, passo lungo e fiato rotto e corto Penso di esse' vivo ma dentro so' già morto e risorto La notte mi segna e mi consuma il volto Molti gli affetti che ormai ho già sepolto E affogo nell'acqua gialla de 'na fiala Senza chiede' aiuto a una persona cara E disprezzo tutto ciò che faccio e me circonda, ma me se strigne al collo come un anaconda Non è la prima volta che guardo giù dal ponte, vedo anime perse portate da Caronte E in fronte 'na goccia di sudore mi accarezza Abituato alla paura, non è un ebbrezza La pezza sale, la palpebra si chiude, il naso prude Questa qua è una storia che ormai non si conclude
Occhio de bue, Nefasto



















