OpenRock E: gli open-ear ultraleggeri che portano l’ascolto a orecchio aperto sotto i 50€
Ancora mi torna alla mente il brivido di quella mattina, qualche anno fa, quando correvo nel parco. Il podcast mi avvolgeva e gli auricolari in‑ear, con una cancellazione del rumore quasi assoluta, mi tenevano completamente isolato dal mondo. Improvvisamente, un ciclista è sfrecciato a pochi centimetri dal mio corpo, facendomi sobbalzare; non l’avevo avvertito avvicinarsi. Quell'episodio, per quanto apparentemente insignificante, mi ha indotto a riflettere su un dilemma fondamentale della nostra era iper‑connessa: come conciliare il desiderio di una colonna sonora personale per la nostra vita con la necessità, a tratti vitale, di restare consapevoli di ciò che ci circonda? Il mercato audio ha risposto a questa domanda con una categoria di prodotti in rapida ascesa: gli auricolari open‑ear.Nell’attuale panorama, per anni dominato dalla conduzione ossea — resa celebre da marchi come Shokz — è emersa un’alternativa altrettanto intrigante: la conduzione aerea. Invece di far vibrare le ossa del cranio, questo approccio convoglia le onde sonore direttamente nel canale uditivo senza chiuderlo, lasciando l’orecchio libero. I vantaggi risultano tangibili: sparisce la strana sensazione di “solletico” tipica della conduzione ossea e si eliminano i punti di pressione, offrendo un comfort potenzialmente superiore per un uso prolungato. È proprio in questa nicchia che il marchio OpenRock si è insediato, forgiando una reputazione grazie a modelli orientati principalmente agli sportivi, contraddistinti da un design resistente, una lunga autonomia e un’attenzione meticolosa alla resa dei bassi, tradizionalmente il punto più vulnerabile di questa tecnologia. Quest'oggi, tuttavia, non trovo sul banco di prova uno dei loro modelli di punta, pensati per maratoneti o ciclisti estremamente esigenti. Invece, ho tra le mani gli OpenRock E, un prodotto che segna una evidente deviazione strategica per l'azienda. Con un design completamente diverso, denominato VibeClip, e un prezzo di listino che si colloca aggressivamente al di sotto dei 50 euro, questi auricolari non si limitano più alla palestra o ai sentieri di montagna, ma sono pensati per la vita di tutti i giorni: ufficio, mezzi pubblici, una passeggiata in città. La domanda che guida questa recensione è semplice ma cruciale: quali compromessi si sono dovuti accettare per ottenere un prezzo così contenuto? E, soprattutto, gli OpenRock E riescono ancora a fornire un'esperienza d'uso all’altezza del nome che portano, oppure la corsa al risparmio ha sbiadito troppo la loro essenza? Andiamo a scoprirlo, partendo dal primo contatto con il prodotto. Possono essere acquistate a 43,22 € sul sito ufficiale (ulteriore 15% di sconto utilizzando il coupon tecnoandroid) o altrimenti su Amazon Italia. Unboxing L'esperienza di unboxing degli OpenRock E è un esercizio di minimalismo che comunica in modo diretto e onesto la filosofia del prodotto: puntare al sodo, senza fronzoli. La scatola è compatta, realizzata in cartone leggero ma sufficientemente robusto per proteggere il contenuto. La grafica è vivace e moderna, ma non si respira quell'aria premium che caratterizza prodotti di fascia più alta. È un imballaggio funzionale, pensato per essere riciclato e per contenere i costi. Una volta aperta la confezione, il contenuto conferma questa prima impressione. All'interno, alloggiati in un semplice inserto di plastica sagomata, troviamo la custodia di ricarica con gli auricolari già al suo interno e un piccolo manuale d'uso multilingue. E nient'altro. La prima cosa che salta all'occhio, o meglio, che non salta all'occhio, è l'assenza di un cavo di ricarica USB-C. Questa scelta, sempre più comune nel settore dell'elettronica di consumo a basso costo, è chiaramente dettata da due ragioni. La prima è economica: eliminare un accessorio, per quanto semplice, permette di limare ulteriormente il prezzo finale. La seconda è una giustificazione ecologica: il produttore dà per scontato che chiunque acquisti un dispositivo elettronico nel 2025 abbia già in casa una pletora di cavi USB-C, riducendo così la produzione di rifiuti elettronici. Personalmente, non la considero una mancanza grave, ma è un dettaglio da tenere a mente per quel ristretto numero di utenti che potrebbero non avere un cavo a portata di mano. Le prime impressioni tattili sono positive, considerando la fascia di prezzo. La custodia è leggera e la finitura opaca è piacevole al tatto, anche se dà una sensazione di plastica meno densa rispetto a modelli più costosi. Gli auricolari stessi, una volta estratti, colpiscono per la loro incredibile leggerezza. Il primo contatto è quasi spiazzante: sembrano quasi vuoti, un fattore che fa immediatamente presagire un comfort elevato. L'esperienza di unboxing, nel suo complesso, riesce a settare le aspettative in modo corretto: stiamo per analizzare un prodotto che ha fatto della convenienza e della praticità i suoi principi cardine. Materiali, costruzione e design Il design degli OpenRock E si discosta nettamente dall'estetica sportiva e quasi aggressiva dei suoi fratelli maggiori, i modelli Pro e X. Abbandonato il classico archetto che avvolge l'orecchio, qui troviamo una soluzione battezzata VibeClip: un form factor a mezzaluna, quasi a ricordare un gioiello, che si aggancia delicatamente al padiglione auricolare. Questo approccio ha implicazioni immediate sull'ergonomia. Da un lato, l'assenza di un archetto posteriore li rende particolarmente comodi per chi porta gli occhiali, eliminando qualsiasi interferenza con le stanghette. Dall'altro, come vedremo nei test, solleva qualche interrogativo sulla stabilità durante le attività più movimentate. I materiali scelti sono coerenti con il posizionamento del prodotto. Sia gli auricolari che la custodia di ricarica sono realizzati interamente in plastica con una finitura opaca, disponibile nelle colorazioni bianca o nera. Al tatto, la sensazione è quella di un materiale leggero ma assemblato con cura; non ci sono scricchiolii o giochi anomali tra le parti. Il vero protagonista, però, è il peso: con appena 4 grammi per auricolare, sono tra i più leggeri che abbia mai provato. Un peso piuma che, unito al design a clip, li rende quasi impercettibili una volta indossati, un vantaggio enorme per chi intende utilizzarli per molte ore consecutive. Il peso totale, inclusa la custodia, si attesta su 42 grammi, rendendo il pacchetto estremamente portatile. La custodia di ricarica è piccola e arrotondata, facile da infilare in qualsiasi tasca. Il coperchio ha una chiusura magnetica sufficientemente salda e all'interno, oltre agli alloggiamenti per gli auricolari, troviamo un piccolo pulsante fisico per il reset e l'avvio manuale dell'accoppiamento. Sul retro è posizionata la porta USB-C per la ricarica. Un elemento cruciale per un prodotto che ammicca al mondo dello sport, anche se in modo più casual, è la resistenza ai liquidi. Gli OpenRock E sono certificati IPX4, una specifica che garantisce protezione contro sudore e spruzzi d'acqua provenienti da ogni direzione. Questo significa che sono perfettamente a loro agio durante un allenamento in palestra o una corsa sotto una pioggia leggera, ma non sono pensati per essere immersi o esposti a getti d'acqua potenti. È un livello di protezione adeguato per l'uso quotidiano e sportivo amatoriale, anche se inferiore alla certificazione IPX5 dei modelli superiori della gamma OpenRock. Specifiche tecniche Per avere un quadro chiaro e immediato delle caratteristiche degli OpenRock E, ho riassunto le specifiche principali in una tabella. Questi dati, verificati incrociando il manuale utente e le informazioni ufficiali del produttore, servono come punto di riferimento oggettivo per l'analisi che seguirà. È importante notare un dettaglio curioso: in diverse comunicazioni, OpenRock menziona il Bluetooth 6.0. È bene chiarire subito che lo standard Bluetooth 6.0, al momento della stesura di questa recensione, non esiste. Si tratta di una scelta di marketing, probabilmente per indicare un chipset di nuova generazione. Le funzionalità concrete, come la stabilità della connessione e la bassa latenza, sono comunque allineate a quelle dei moderni standard Bluetooth 5.2 e 5.3. Caratteristica Specifica Modello OpenRock E Tipologia Open-Ear, Conduzione Aerea ("VibeClip") Driver Dinamico, 10 mm Peso (auricolare) ≈ 4 g Peso (con custodia) ≈ 42 g Autonomia (auricolari) Fino a 7 ore Autonomia (totale) Fino a 28 ore Ricarica Rapida 10 minuti per 1 ora di riproduzione Connettività Bluetooth 6.0 (Branding non standard) Codec Audio AAC, SBC Resistenza IPX4 (schizzi e sudore) Microfoni 1 per lato con AI Noise Cancellation App di Supporto OpenRock App (iOS/Android) Questi numeri raccontano la storia di un prodotto ben bilanciato. Il peso di 4 grammi è eccezionale e pone le basi per un comfort superiore. L'autonomia di 7 ore con una singola carica e 28 ore totali è più che rispettabile per questa categoria, garantendo una copertura per diversi giorni di utilizzo tipico. La presenza dei codec AAC e SBC assicura una buona compatibilità e qualità audio sia con dispositivi Apple che Android. La certificazione IPX4 è lo standard de facto per auricolari sportivi non professionali. Infine, la presenza di un'applicazione dedicata, non scontata in questa fascia di prezzo, suggerisce un'esperienza utente più ricca e personalizzabile di quanto il costo potrebbe far pensare. Applicazione Uno degli aspetti più sorprendenti degli OpenRock E è senza dubbio la presenza di un'applicazione companion completa e funzionale. In un mercato, quello sotto i 50 euro, dove il supporto software è spesso inesistente o ridotto a un'interfaccia scarna e poco utile, OpenRock ha fatto una scelta coraggiosa e apprezzabile, offrendo agli utenti degli "E" lo stesso ecosistema software dei modelli più costosi. L'app, denominata semplicemente OpenRock, è disponibile gratuitamente sia sull'App Store di Apple che sul Google Play Store per i dispositivi Android. Una volta installata e associati gli auricolari, l'applicazione si presenta con un'interfaccia pulita e intuitiva. La schermata principale mostra chiaramente lo stato di carica di entrambi gli auricolari, un'informazione fondamentale che manca su molti prodotti concorrenti. Ma è esplorando le varie sezioni che si scopre il vero valore aggiunto. La funzione più importante è senza dubbio l'equalizzatore (EQ). Sebbene non offra un controllo a bande completamente personalizzabile, mette a disposizione diversi preset ben calibrati, tra cui una "Modalità Vocale" che enfatizza le frequenze medie, rendendo podcast e audiolibri più chiari, e una "Modalità Gaming" che, come vedremo, lavora sulla latenza. L'app consente anche un certo grado di personalizzazione dei controlli touch, permettendo di riassegnare alcune funzioni ai tocchi prolungati o doppi, adattando l'interazione ai propri gusti. Un'altra funzione cruciale è la possibilità di eseguire aggiornamenti del firmware. Questo trasforma gli auricolari da un prodotto statico a uno potenzialmente in evoluzione, in grado di ricevere miglioramenti delle prestazioni, correzioni di bug o persino nuove funzionalità nel tempo. Completano il pacchetto altre piccole ma utili utility, come la funzione "Trova i miei auricolari", che fa emettere un suono agli auricolari per localizzarli nelle vicinanze, e la possibilità di impostare un timer per lo spegnimento automatico. L'esistenza di questa applicazione eleva l'esperienza d'uso degli OpenRock E ben al di sopra del loro prezzo, offrendo un livello di controllo e personalizzazione che è un vero e proprio punto di forza rispetto alla concorrenza diretta. Hardware Analizzando l'hardware interno degli OpenRock E, emerge chiaramente una strategia progettuale focalizzata sull'ottimizzazione dei costi, dove il software è chiamato a valorizzare e, in alcuni casi, a sopperire alle limitazioni di componenti più modesti. Questo non è necessariamente un difetto, ma una scelta ingegneristica precisa per raggiungere un determinato prezzo di vendita. Il cuore pulsante del sistema audio è rappresentato da due driver dinamici da 10 mm. Si tratta di una dimensione rispettabile per auricolari di questo tipo, anche se inferiore a quella dei driver da 14.2 mm del modello X o dei massicci 16.2 mm del modello Pro. In un design open-ear, dove la dispersione sonora è intrinseca, la dimensione del driver è importante per muovere una quantità d'aria sufficiente a generare bassi percepibili. Qui entra in gioco il software: il compito di spremere il massimo da questi driver è affidato all'algoritmo LISO Lite. Questa versione "alleggerita" del processore sonoro di OpenRock è progettata per ottimizzare la risposta in frequenza, cercando di compensare digitalmente la mancanza di un sigillo acustico e di enfatizzare le basse frequenze senza introdurre distorsioni eccessive. Passando al comparto chiamate, la scelta hardware è ancora più orientata al risparmio. Ogni auricolare è dotato di un singolo microfono, a differenza degli array a quattro microfoni con tecnologia beamforming presenti sui modelli di fascia superiore. Un sistema multi-microfono è fisicamente in grado di isolare meglio la voce dell'utente dal rumore ambientale, confrontando i segnali provenienti da diverse direzioni. Con un solo microfono, tutto il lavoro di pulizia del segnale deve essere affidato all'elaborazione digitale. L'algoritmo di Cancellazione del Rumore basata su AI (Intelligenza Artificiale) ha quindi il compito oneroso di analizzare il suono catturato, distinguere la voce umana dai rumori di fondo (traffico, vento, chiacchiericcio) e sopprimere questi ultimi. Le prestazioni in chiamata degli OpenRock E dipendono quasi interamente dall'efficacia di questo algoritmo. Infine, il chipset Bluetooth, al di là del marketing sul "6.0", garantisce una connessione stabile fino a 10 metri e il supporto ai codec AAC e SBC, assicurando una base solida per la trasmissione audio. Prestazioni e autonomia Nel valutare un paio di auricolari true wireless, l'autonomia è uno dei parametri più critici, capace di determinare il successo o il fallimento dell'esperienza d'uso quotidiana. Su questo fronte, gli OpenRock E si comportano in modo più che onorevole, offrendo prestazioni che, pur non stabilendo nuovi record, si dimostrano perfettamente adeguate al loro target e al loro design ultraleggero. Il produttore dichiara un'autonomia fino a 7 ore di riproduzione continua con una singola carica per gli auricolari, e un totale di 28 ore sfruttando le ricariche fornite dalla custodia. Durante le mie settimane di test, ho trovato questi dati sostanzialmente accurati. In una giornata di utilizzo misto – un'ora di corsa al mattino, circa tre ore di ascolto di podcast e musica in ufficio a un volume del 50-60%, e un paio di brevi chiamate – sono arrivato a sera con ancora un buon margine di carica residua. In un test di riproduzione continua di una playlist su Spotify a volume medio, gli auricolari si sono spenti dopo circa 6 ore e 45 minuti, un risultato del tutto allineato con le specifiche dichiarate. La custodia di ricarica, con la sua batteria da 400 mAh, è in grado di fornire circa tre cicli di ricarica completi, portando l'autonomia totale a coprire senza problemi un'intera settimana lavorativa per un utente medio. Un'altra caratteristica estremamente pratica è la ricarica rapida. La promessa di ottenere 1 ora di riproduzione con soli 10 minuti di carica si è rivelata veritiera e incredibilmente utile. Mi è capitato più di una volta di trovare gli auricolari scarichi poco prima di uscire per una passeggiata; il tempo di un caffè, e avevo energia a sufficienza per la mia attività. La ricarica completa della custodia e degli auricolari richiede circa 1.5 ore, un tempo standard per la categoria. Nel complesso, l'autonomia degli OpenRock E non è un compromesso, ma una caratteristica ben dimensionata. L'azienda non ha cercato di replicare la maratona energetica dei modelli Pro, ma ha preferito ottimizzare per il peso e le dimensioni, trovando un equilibrio che soddisfa pienamente le esigenze dell'utente lifestyle a cui questo prodotto si rivolge. Test Per mettere alla prova gli OpenRock E e comprenderne a fondo il carattere, ho abbandonato i test di laboratorio per immergerli in scenari di vita reale, quelli in cui un utente tipico si troverebbe a utilizzarli. Ho condotto le mie prove per circa due settimane, alternando diversi dispositivi sorgente, tra cui un iPhone 15 Pro (per testare il codec AAC) e un laptop con Windows 11, e spaziando tra generi musicali diversi, dai bassi profondi della musica elettronica alla complessità della musica classica, senza dimenticare ore di podcast e audiolibri per valutare la chiarezza del parlato. Il primo banco di prova è stato il mio percorso di running abituale, un anello di 5 km in un parco cittadino con tratti trafficati. Qui, la prima preoccupazione era la stabilità del design VibeClip. Con mia sorpresa, una volta trovata la posizione corretta sul padiglione auricolare, gli auricolari sono rimasti saldamente al loro posto per tutta la durata della corsa, senza richiedere alcun riaggiustamento. Il peso piuma di 4 grammi li rende assolutamente impercettibili. La vera magia, però, è la percezione dell'ambiente: potevo godermi la mia playlist motivazionale a un volume moderato e, allo stesso tempo, sentire chiaramente il rumore dei miei passi, il respiro, una bicicletta che si avvicinava alle mie spalle o il clacson di un'auto in lontananza. Questa consapevolezza situazionale è il motivo per cui si sceglie un prodotto open-ear, e gli OpenRock E centrano perfettamente l'obiettivo. L'unico neo, prevedibile, è il rumore del vento: nelle giornate più ventose, le folate d'aria possono interferire con l'ascolto, un limite fisico di quasi tutti i design aperti. Il secondo scenario è stato l'ufficio, un ambiente open space moderatamente rumoroso. Ho indossato gli auricolari per sessioni di 3-4 ore consecutive, confermando il loro eccezionale comfort. Non ho avvertito alcun punto di pressione o affaticamento, un risultato notevole. Qui, però, è emerso un altro limite intrinseco della tecnologia: il sound leakage, ovvero la dispersione del suono all'esterno. A un volume superiore al 60-70%, la musica diventa debolmente udibile anche per chi siede nelle vicinanze. Per ascoltare podcast o effettuare chiamate private, è necessario mantenere il volume a un livello piuttosto basso. In compenso, la connettività multipoint si è rivelata impeccabile, permettendomi di passare senza interruzioni dall'ascolto di musica sul PC a una chiamata in arrivo sul telefono. L'ultimo test, il più severo, è stato il tragitto casa-lavoro su un autobus affollato. In questo contesto, i limiti degli OpenRock E diventano evidenti. Il rumore a bassa frequenza del motore e il chiacchiericcio costante dei passeggeri sovrastano facilmente l'audio, costringendo ad alzare il volume a livelli che compromettono la privacy e la qualità stessa dell'ascolto. Per chi viaggia quotidianamente su mezzi pubblici molto rumorosi, un modello con cancellazione del rumore rimane una scelta quasi obbligata. Anche le chiamate in questo ambiente sono state una sfida: sebbene l'interlocutore mi sentisse, la mia voce risultava distante e diversi rumori di fondo riuscivano a filtrare, nonostante l'intervento dell'algoritmo AI. Questo conferma che gli OpenRock E danno il loro meglio in ambienti controllati o moderatamente rumorosi, dove il comfort e la consapevolezza sono più importanti dell'isolamento acustico. Approfondimenti La tecnologia a conduzione aerea spiegata Per apprezzare pienamente un prodotto come gli OpenRock E, è fondamentale capire la tecnologia che ne sta alla base. La conduzione aerea rappresenta un approccio "terzo" all'ascolto personale, posizionandosi tra l'isolamento totale degli auricolari in-ear e le vibrazioni della conduzione ossea. Read the full article









