TANATOSI
Cerco il risvolto comico, il lato ridicolo di questo nodo della vita in cui mi ritrovo avvinghiata fino a soffocare, ma non lo trovo. Vedo solo il tragico, il lato drammatico… poi mi dico che no, non può essere drammatico, c’è sempre una vastità incredibile di posto per il peggio in questo mondo e allora niente dramma. Godiamo di quello spazio che il peggio ha lasciato vuoto, sperando che duri a lungo così. Però non ce la faccio più a non ascoltare questo grido che viene da dentro, questo rumore sordo che mi batte in testa, questa sensazione di scoppiare ovunque senza scoppiare mai. Ci provo, fingo di spegnermi, ma è fuoco ovunque. E in questo nodo che si stringe non riesco a capire se è più forte la mia malattia fisica condita dagli odiosi effetti collaterali delle terapie o la mia sofferenza dell’anima, quel dolore profondo misto ad amarezza che invade ogni millimetro dei miei pensieri e ogni istante della mia vita di questo paradossale periodo. Esagero, forse sono io che esagero, che penso troppo, che guardo troppo avanti, che guardo troppo in faccia la verità fino a vederla negli occhi.
Dovrei riuscire a raggiungere la tanatosi del cuore e dell’anima. Ci provo… ma ha più il senso del soffocamento. Soffoco senza pietà pensieri e paure fino a metterli a tacere. Nel silenzio dell’anima, torno a sentire il fuoco tutto attorno, quella continua esplosione che implode. Ed è ancora lunga la notte.













