Questa sera, Cyrano de Bergerac di e con Jurij Ferrini. E’ un testo che mi piace un sacco e poi a chi non è simpatico Cyrano? A me moltissimo. Tempo fa, però, facevo una considerazione. Cyrano ci suscita sentimenti di empatia perché è un po’ il prototipo di ciò che tutti noi siamo stati almeno una volta nella vita (io pure venti/ venticinque): lo sfigato in amore. Lo spasimante senza speranza al quale Rossana -l’oggetto del suo desiderio- preferisce un rivale più avvenente. Tra le righe: le donne, si sa, sono un po’ superficiali. Se ci pensate bene, però, la storia non va proprio così. Cyrano si nasconde (letteralmente) dietro al proprio naso per non incorrere nel rischio di un rifiuto. Rifiuto che un orgoglioso come lui difficilmente digerirebbe. Perché il ragazzo di grosso ha non solo il naso ma pure l’ego. Ammettiamolo: rispetto al prossimo si colloca qualche bel gradino più in su. Così, presumendo la risposta di Rossana senza manco averla interpellata, sceglie la strada più tranquillizzante. Non solo: si assicura di proseguire senza rinunce e scossoni la vita di cadetto di Guasconia che tanto gli aggrada. Per poi morire triste e solo colpito da una trave, strano ma vero, ancor più dura della sua testa. La sua colpa, secondo me, è soprattutto quella di decidere non solo per se stesso ma anche per Rossana. La quale, potendo scegliere, magari avrebbe scelto Cyrano -e invece muore sola pure lei. Insomma, questa storia sembrerebbe insegnare che, per essere felici in amore, serve coraggio senza alibi, serve rompere i propri schemi e mai presumere di sapere cosa desideri l’altro senza prima averglielo chiesto. Minchia, che fatica. #teatrostabiletorino #teatrostabiletorino #cyranodebergerac #tuesdayevening #ourevening #teather #teatro #cyrano #ail #ailtorino #jurijferrini #progettoURT #compagniajurijferrini https://www.instagram.com/p/B2PdemvJACj/?igshid=plt2x7gneir1










