Il Carro dei Vincitori?
Non era avvezzo all’idealismo, ma amava sfornare idee propositive così, come il fornaio sforna panini di varie dimensioni e di variegate forme ogni mattina.
“Bisogna pur darsi da fare per qualche causa!” pensava.
E si dava da fare per davvero. Non faceva come quelli che salgono sul carro dei vincitori senza far la fatica di spingerlo. Questi ultimi si affrettano a salire e ci rimangono appollaiati comodamente fino a quando diventa un carro perdente. In tal caso sanno bene come affrettarsi a scendere.
Ma lui no! Costruiva carri da solo, con le proprie mani e, vincenti o perdenti che fossero, li spingeva senza sosta e, in caso di sconfitta irrimediabile, li abbandonava solo per costruirne di nuovi.
“C’è chi vive aggrappandosi e chi si offre come àncora!” pensava.
Non che questo instancabile signore disdegnasse di aggrapparsi, ma lo faceva solo nei confronti di coloro che si erano a lui ancorati… per poi sospingerli più in alto… affinché conquistassero una propria indipendenza.
“Diffidate di me!” diceva “Fino a che non avrete imparato a fidarvi di voi stessi!”
Come puoi comprendere se hai a che fare con un bravo padre di famiglia, un bravo leader o un bravo condottiero?
Quando arriva sono tutti contenti, così come sono tutti dispiaciuti nel vederlo andare via.
Al contrario di colui che rattrista, o impaurisce, con la propria presenza, e rende tutti felici assentandosi.
natyan
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