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💞😌🧘🏻♀️
Un angolo di pace
C’è una panchina di legno, un po’ nascosta tra l’erba alta e il fruscio del vento.
Da lì, lo sguardo si apre su un lago che sembra respirare piano, come se avesse imparato l’arte della pazienza. Intorno, le montagne si specchiano nell’acqua e le nuvole, basse e leggere, si adagiano sulle cime come veli di pace.
È un luogo che non chiede nulla. Non servono parole, né pensieri.
Basta sedersi, chiudere gli occhi e ascoltare: il battito lento dell’acqua, il canto lontano di un uccello, il rumore discreto delle foglie che si muovono come un respiro.
Chi arriva qui lo fa spesso per caso, cercando un attimo di tregua dalla vita che corre troppo in fretta. Ma poi resta.
Perché capisce che in questo silenzio non c’è vuoto, ma presenza.
C’è il tempo di guardarsi dentro, di ricordare ciò che conta davvero, di lasciare andare tutto ciò che pesa.
La panchina diventa un piccolo confine tra il mondo e la pace.
Davanti a te, l’acqua; dietro di te, il sentiero che torna alla quotidianità. Ma per un momento, quel confine non esiste: esisti solo tu, il lago, e la serenità che si posa sul cuore come una carezza.
E quando ti alzi, con l’aria fresca che profuma di pioggia e di legno, ti accorgi che qualcosa è cambiato.
Non il mondo là fuori, quello è sempre lo stesso, ma tu, dentro, sei più leggera.
Hai trovato un luogo dove il tempo si ferma, anche solo per un respiro.
Un luogo da ricordare, e da tornare a visitare ogni volta che la vita diventa troppo rumorosa.
Amo il fatto che non sia cambiato niente: io da sola, la musica nelle orecchie e le camminate.
Panchina gigante n. 103 a Pequerel, piccola frazione di Fenestrelle (prov
TO) ❤️
Ci sono panchine
tavolini
punti precisi di strade
che collegati in un reticolo
formano il disegno di un altra vita
In cui potremmo amarci
Fu il primo gioco della Settimana Enigmistica
cui sono stato ammesso da bambino
e non sapevo
che era il più importante.
Michele Mari, da Cento poesie d'amore a Ladyhawke
“C'è chi cerca un palcoscenico.
chi ponte di comando.
chi un piedistallo.
Poi c'è chi vorrebbe solo una panchina, e fermarsi a respirare e guardare un filo d'erba che cresce.”
— Fabrizio Caramagna