Cantina ‘E Vascio Puorto? ‘O Rutto, ‘O Píreto E ‘O Sango ‘E Chi T’è Mmuorto?
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Ma dove mai ci troviamo? Nella cantina (ubicata) giú al porto? (tra) eruttazioni, peti e bestemmie?
«Lo studio che segue, pur prendendo in esame espressioni di registro basso e persino triviale, non ha finalità scandalistiche né intende indulgere al gusto del grottesco. L’analisi si colloca invece entro la prospettiva filologica e storico-linguistica, dove ogni parola – anche la più plebea e “sconveniente” – costituisce documento prezioso della vitalità linguistica e culturale napoletana. La ricognizione su termini apparentemente marginali o volgari consente infatti di restituire un quadro più completo della stratificazione espressiva del napoletano, lingua letteraria e popolare al tempo stesso, che non può essere ridotta alle sole vette canoniche della tradizione poetica e teatrale.»
È locuzione usata per indicare sarcasticamente che ci si trovi in ambienti o tra persone decisamente plebee che, come gli avventori di quella tal bettola rammentata ,(forse quella taverna del Cerriglio, alibi ricordata) si danno a manifestazioni eccessivamente disdicevoli e scostumate quali: eruttazioni, peti e bestemmie;
- addó = cong. ed avverbio di luogo che usato genericamente vale dove oppure mentre, invece (con valore avversativo) usato nelle interrogative vale dove, in quale luogo? usato nelle esclamative vale proprio là dove! ; etimologicamente da un latino de ubi con successivo rafforzamento popolare attraverso un ad del de d’avvio;
cantina = bettola, taverna, mescita di vini, infima osteria; etimologicamente tardo latino canthu(m) =angolo appartato che è dal gr. kanthós 'angolo dell'occhio' con l’aggiunta del suffisso diminutivo inus/ina;
Puorto = voce toponomastica indicante tutta la zona adiacente il luogo di attracco e partenza di tutti i grossi natanti; la voce comune puorto = porto, luogo sulla riva del mare, di un lago o di un fiume che, per configurazione naturale o per le opere artificiali costruite dall'uomo, può dare sicuro ricovero ai navigli; etimologicamente dal lat. portu(m), propr. 'entrata, passaggio', della stessa radice di porta 'porta'con dittongazione popolare nella sillaba d’avvio;
- rutto = eruttazione, aria emessa bruscamente e rumorosamente dalla bocca con etimo dal lat. ructu(m) deverbale del basso latino ructare (frequentativo di erugere 'gettare fuori'), = eruttare, emettere rumorosamente; va da sé che il sostantivo rutto qui a margine, non va confuso con participio passato aggettivato rutto = rotto, frantumato, spezzato che è dal verbo rumpere= rompere;
pirete plurale di pireto= peto, rumorosa emissione di gas intestinale; etimologicamente dal latino peditu(m) con tipica rotacizzazione mediterranea della D→R;
‘o sango ‘e chi t’è mmuorto! letteralmente: il sangue di chi ti è morto; vibrante bestemmia offesa che , con piú cattiveria ed acrimonia dell’omologa: ‘e muorte ‘e chi t’è mmuorto (i morti di chi ti è morto: gli antenati dei tuoi morti (quelli che nel dialetto romanesco sono: li mortacci tua) chiama in causa, per maledirlo, addirittura il succo vitale (il sangue!) dei defunti di colui contro cui si lancia l’offensiva bestemmia; talvolta, per peggiorarla, l’offesa suona ‘o sango ‘nfamo ‘e chi t’è mmuorto! o anche ‘o sango sperzo ‘e chi t’è mmuorto con l’aggiunta o dell’aggettivo ‘nfamo che è: infame, che à pessima fama, che merita il pubblico disprezzo con derivazione dal latino: infame(m), comp. di in distrattivo ed un deriv. di fama 'fama, buon nome'; propr.’senza buon nome’, 'che à cattiva reputazione' oppure dell’aggettivo sperzo che è: perduto, disseminato in giro, non piú reperibile, smarrito, deverbale del latino perdere con la protesi di una s durativa o intensiva, nel senso che chi avesse disperso in giro, anche metaforicamente, il proprio sangue, facendolo quasi divenir sangue perduto, irreperibile, smarrito, meriterebbe, tal quale l’infame di cui sopra,la non considerazione, anzi il disprezzo pubblico;
sango = sangue etimologicamente dal latino sangue(m) da un antico nom.sanguen collaterale del classico sanguine(m) di sanguis, attraverso un metaplasmo popolare sangu(m)→sango;
muorto = voce verbale (part. pass. maschile)sostantivato o aggettivato dell’infinito murí che etimologicamente è da un lat. volg. “morire, per il class. mori; tipica, come popolare, la dittongazione uo dell’originaria o.
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Bibliografia consigliata e libri utili
Iandolo, Carlo – Dizionario Napoletano Semantico-Etimologico. Cuzzolin Editore.
Opera fondamentale per le etimologie della lingua napoletana, comprensiva anche di fraseologia e passato semantico. (cuzzolineditore.it)
Iandolo, Antonio & Carlo Iandolo – Parlare e scrivere in dialetto napoletano. Dizionario etimologico napoletano. Cuzzolin, collana Neapolis. (Libreria Universitaria)
Utile il binomio grammatica + dizionario per avere insieme struttura formale e lessico.
Maria D’Acunto & Graziano Matera – Vall' a capì. Storia e grammatica della lingua napoletana. Intra Moenia, 2013. (Hoepli)
Un buon testo introduttivo moderno, con esempi letterari e canzoni, che aiuta chi parte da meno conoscenze.
Salvatore Brunetti – Lingua napoletana. Saggio storico-critico-grammaticale. Flegree, 2024. (Libreria Universitaria)
Ottimo per le questioni grammaticali storiche e per comprendere il presente evolutivo del napoletano.
Giuseppe Casillo – La lingua napoletana. La storia - Le parole. 2017. (Amazon Italia)
Chiaro e ben documentato, utile per chi vuol cogliere sia le trasformazioni che le stratificazioni lessicali.
Lessici / Vocabolari storici
Vocabolario del dialetto napoletano (Editore Longobardi) – utile per consultazioni rapide su forme lessicali. (Mondadori Store)
Vocabolario delle parole del dialetto napoletano che piu si scostano dal dialetto toscano… (Accademici Filopatridi, Giuseppe-Maria Porcelli, 1789) – una fonte storica antica, preziosa per vedere forme arcaiche e differenze dialettali in prospettiva storica. (La Feltrinelli)
Filologia romanza, linguistica storica, testi di metodo
Alberto Varvaro, Linguistica romanza. (Liguori) — per comprendere le strutture, i cambi fonetici, i mutamenti nell’evoluzione dal latino; appare frequentemente nei programmi universitari. (Corsi UniGe)
L. Leonardi – L. Minervini – E. Burgio, Filologia romanza. Critica del testo, linguistica, analisi letteraria. Monnier / Mondadori, 2022. (Università degli Studi di Siena)
Varvaro, Il latino e la formazione delle lingue romanze. Il Mulino, 2014. (Corsi UniGe)
Tu sei come una terra che nessuno ha mai detto. Tu non attendi nulla se non la parola che sgorgherà dal fondo come un frutto tra i rami. C'è un vento che ti giunge. Cose secche e rimorte t'ingombrano e vanno nel vento. Membra e parole antiche. Tu tremi nell'estate.