Alla fine siamo dei tossici noi, dipendiamo sempre da qualcosa.
Dipendiamo da quell’isola meravigliosa,
dall’idea di essere liberi e privi di ogni pressione, dalla sigaretta, dal sabato sera, dal divertirsi per forza, dal cibo, dal sesso, dalla tv, dalla famiglia, dalla moglie, dall’amante, dai figli, dal marito, dalla casa, dal lavoro e spesso dalle nostre convinzioni.
Alla fine chiediamo solo di essere veri e mai dei ruoli.
Perdiamo quasi sempre.
Del resto Siamo esseri umani e il nostro inconscio se lo ricorda bene.
Perdiamo tempo ad essere costantemente attratti dalla voglia di mostrare, cediamo alla facilità che sta alla base dell’apparire; quindi mascheriamo, fingiamo, andiamo avanti e nel frattempo un po’ moriamo e lo facciamo nel peggiore dei modi:
a pezzi.
Il segreto non è apparire e nemmeno essere, il segreto è re-esistere sé stessi.
dove per resistere non intendo opporsi a qualcosa o avere pazienza, intendo esistere nuovamente dopo tutto, dopo il caos, dopo il vento, dopo il mare dopo gli uragani, i fallimenti, le vittorie, dopo il niente, dopo l’assurdo.
Réesistere così come si era, come si è veramente , come il minuto dopo la nascita.
Del nostro pianto ai tempi, nessuno si è lamentato, anzi, eravamo belli così: inadatti, indifesi, fragilissimi, semplici, spaesati, proprio come siamo. non si fingeva niente perchè non ne eravamo nemmeno capaci. Nel tempo abbiamo disimparato.
Ora Noi derelitti di navi
il mare un tempo le abbracciava,
ora al mare, il tempo di consumarle.
A pezzi.