Quanta verità in una striscia...
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Quanta verità in una striscia...
Quel momento in cui vorresti solo rannicchiarti a palla come un riccio sul letto e piangere a dirotto per il dolore, ma poi ti ricordi che sei donna e che ogni mese devi soffrire questi crampi logoranti il primo giorno mestruale, quindi è inutile fare scenate che tanto non interessa a nessuno di quanto male tu stia fisicamente e mentalmente. Sopporta, impreca e basta, aspetta che passi. E poi vogliono farti credere che essere donna è bellissimo e durante il ciclo puoi fare di tutto... Seh!
Il nuovo blog copy non sta vedendo la luce... Nel senso che non ho ancora il coraggio di scriverci articoli. Non è paura di fallire, ma non lo sento necessario. Per me. Allora mi sta balenando un’altra idea: piuttosto che lasciarlo a prendere polvere, potrei renderlo un blog sulla scrittura creativa. Anche se non porto avanti questa passione da molto, mi ritrovo spesso a dare consigli ad amici fanwriter bloccati e non mi dispiace il ruolo di consulente. Inoltre, ho anche aiutato un giovane scrittore a migliorare il suo stile e adesso lui ha due opere pubblicate.
Sì, potrebbe essere questa la soluzione.
Oggi mi sono alzata con in testa la sigla di "Bear nella Grande Casa Blu". Ricordi di una bambina felice che lo guardava tutte le mattine prima di andare a scuola.
Non sono una tipa mattiniera
Il mio cervello non carbura la mattina: fino alle 9.30/10 vegeto, non sono pienamente cosciente e tergiverso il lavoro finché i miei neuroni non si svegliano. Quindi, perchè diamine gli orari di ufficio devono cominciare alle 8.30? Voglio dormire.
Ogni tanto capita che qualche ragazzo (o uomo) sconosciuto mi mandi un messaggio sui social. Di solito avviene su Facebook, ma anche su Instagram qualcuno ha cercato un approccio. Il tipo fa la prima mossa, prova a conoscermi un po’ e poi chiede un’uscita, che io prontamente rifiuto, perchè non interessata.
Pensavo che LinkedIn fosse esente da questo rituale, dato che è un social focalizzato sul mondo del lavoro… E invece no, capita anche lì!
Ora, io non ho mai avuto problemi a chattare con sconosciuti e, anzi grazie ad internet ho conosciuto gente fantastica e con la quale mantengo una corrispondenza virtuale quasi fissa da anni, per giunta maschi. Però è palese quando uno sconosciuto inizia a mandarti messaggi, a volte anche in maniera assillante, perchè vuole abbordarti! Non so, c’è qualcosa nel suo linguaggio e nelle emoticon che usa che trasuda “vogliosità” da tutti i caratteri… Poi magari mi faccio solo delle pare io, che potrebbe essere benissimo.
Ah, è ovvio che sto parlando di uomini, perchè, essendo donna, a me capitano tentativi d’abbordaggio solo da quelli. Non escludo però che i ruoli possano essere invertiti.
Tutto questa pappardella per dire cosa? Niente, solo che sono stupita che questo tentativo invadente di conoscenza sia arrivato anche su LinkedIn, che dovrebbe servire a tutt’altro… Boh, non capisco la mente umana a volte.
Nell’ambiente copy esiste la figura del “Cugggino”. Ora, io non so da dove nasca questa fantomatica figura, ma rappresenta la classica persona che viene messa a fare il lavoro da redattore pubblicitario senza avere le nozioni di base del mestiere, perchè è bravo a scrivere, passa un sacco di tempo sui social e se la cavicchia con i programmi di grafica gratuita online.
Ecco, io sono esattamente il Cugggino: mi sono ritrovata in questo mondo senza avere le giuste competenze e, più mi sforzo di trovare una mia dimensione al suo interno, più mi sento un pesce fuor d’acqua.
Per fortuna manca un mese e mezzo al termine del contratto.
Baci, il Cugggino... Anzi, la Cugggina