Testo scolastico.
...E fra tutti gli Dei dell'Olimpo, lei era quella che spiccava più di tutti, Afrodite, era tanto bella quanto triste.
Passava il suo tempo ad ammirare tutte le creature innamorate.
Era così entusiasta nel vedere tanta felicità da piccole anime piene di tanto amore.
meravigliata da tanta bellezza nel cuor suo rimaneva un posto vuoto, pieno di tristezza
L'infelicità accresceva assieme alle sue tante lacrime
Ogni giorno sempre più desiderava amare ed essere amata come gli animi incantati che contemplava.
Ma, un giorno mentre osservava le tante figure spensierate, notò un uomo, anch'esso immerso nella solitudine.
Era un uomo particolare che attirò e affascinò la Dea.
Il mistero che velava, la ammaliò così tanto da raggiungerlo.
Si trasformò in uno degli animali più belli e delicati, tanto quanto lo era lei; un cerbiatto.
L'essere che più la rappresentava.
Si spinse verso l'essere umano.
L'uomo incantato da tanto splendore, si avvicinò accarezzandolo con una delicatezza assoluta, come qualcosa di estremamente delicato e fragile.
L' umano nel tempo grazie alla sua solitudine si affezzionò fortemente e realmente al cerbiatto occupando il suo cuore solo, tanto da sacrificarsi per essere uno di loro.
La Dea ascoltò le sue parole colme di tanto amore.
Così, la stessa notte mentre lui dormiva, lei si trasformò nuovamente, ma non in qualcos'altro, semplicemente in se stessa, così com'era.
Il mattino dopo, l'uomo si meravigliò, quei tratti morbidi e fini della ragazza somigliavano così tanto al cerbiatto.
... e capii all'istante.
Afrodite con gli occhi impastati dal sonno vide lo sguardo dell'amato puntato su di lei.
La strinse a sé, e la Dea ricambiò stringendolo più forte.
E alla fine, l'uomo solitario e Afrodite erano anch'essi due anime raggianti come tutto il resto che li circondava.










