L’indomani il sole illumina l’opera della notte: cipressi piegati quasi fino a terra, il pero fiorito troncato di netto. Certi giovani olivi ancora appoggiati al tutore giacciono riversi, fronde argentee su un tronco da invertebrati. L’aria è pulita e ferma, rinnovata dalla bufera. L’erba cresciuta rigogliosa come a primavera: in questo rigurgito d’estate, non ancora stabilizzatasi in autunno, è di un verde più luminoso. Non c’è dolore, non ci sono macerie né senso di morte. Le piante fanno così, cedono senza combattere, si piegano senza dolore, pronte ad accogliere qualsiasi altra vita sia in serbo per loro." (da "L'orto di un perdigiorno" di Pia Pera)