Un giorno di tanti anni fa decisi che non avrei più provato dolore. Fu una mattina di Maggio, lo ricordo bene, una mattina in cui mi alzai dal letto senza aver dormito e decisi che non avrei più permesso a nessuno di accoltellarmi. Negli ultimi due anni ero stato vittima, in balia degli eventi e delle decisioni altrui, mi ero lasciato sottomettere dall'amore per due mani potentissime, ero stato dipendente dalla presenza di due enormi occhi color smeraldo. Non fu semplice guarire, mi costò fatica e dovetti rinunciare a molte cose e molte persone, impiegai moltissimo tempo, ma ce la feci e ce la feci in un modo così completo che mi sembrava impossibile da credere. Da quel giorno non permisi a nessuno di entrarmi dentro così a fondo da scoprire il mio punto debole, a nessuno permisi mai di prendersi troppo del mio affetto, delle mie premure, mi ero promesso che il dolore che avevo sofferto non si sarebbe mai ripetuto e così fu, per tutta la vita. Molte persone cercarono di ferirmi, molti delusero le mie aspettative, molti mi abbandonarono senza mai tornare indietro, ma per nessuno di loro provai quel dolore. Non ero indifferente, non ero felice, e anche se spesso facevo del male agli altri senza volerlo, o risultavo fastidioso, o incomprensibile, nonostante tutto non c'era quel dolore tremendo, quel continuo soffocare, quell'incapacità di vivere e di fare anche i gesti più piccoli e quotidiani, tutto questo non c'era più. Avevo conosciuto l'antidoto, che poteva solo essere nella più tremenda malattia, avevo imparato la cura per quel male tremendo.
Anche oggi, nel giorno della mia morte, anche oggi conosco solo la rabbia.








