Laghetto - Il conguaglio
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Laghetto - Il conguaglio
I MOVIMENTO. ADAGIO LENTO. PRELUDIO CON PIPA IN SALSA AGRODOLCE E CAZZI VARI Introdotti da un uso finalmente dissennato del delay Tornano a far parlare di loro i Laghetto Sorta di mutazione Blondie-Ciccone Con forti venature Lauper e una saliva britneyiana Ma evitiamo paragoni fuorvianti Non ci troviamo infatti di fronte a precipitati mitopoietici Di marca hendrixiana mescolati a quella ormai conosciuta Forma del punk avvenire No, dimentichiatevi rifiutarli Pocapocalisse, secondo album Di questi tre architetti anarchici del suono Capitanati dal Tuono Pettinato ormai famoso a chiunque E inventore per altro della gag che state ascoltando Trasuda pura urgenza espressiva In favore di un downtempo vaporoso Costellato da passaggi glitchy Già dalle prime note di Avril Lavigne (contro la scena) Si ascoltano porzioni di novità Boccate di aria nuova che stupiranno sicuramente Chi è ancora fermo al recupero stompy Di un certo punk-funk ormai tedioso Qui con sguardo lucido si sferrano assalti all'arma bianca E riff al fulmicotone da far tremare i vetri Un disco controverso, sì, che forse deluderà i fans della prima ora Ma sicuramente saprà affascinare chi non si fa imprigionare Dal provincialismo di questa italietta Tutta jazzettini e tristi cascami dixieland A evidenza di quanto detto sinora La comparsa, negli episodi più riusciti Di un tappeto sonoro ottenuto mediante microfoni a contatto E una traccia di percussioni e piante grasse incisa a gravità zero Come in uno spettacolo multicolore Orchestrato da un Don Lurio sotto acido I Laghetto, nella quinta traccia Intessono sulle loro trame elettro-acustiche Fitte recensioni stereotipate Per farsi finalmente beffa di una certa critica musicale facilona E riprendendo gli esperimenti stockhauseniani di tanti anni fa Come in uno spettacolare... II MOVIMENTO. ANDANTE DERIVATIVO TAMARRO CON MOTO, SUPERATO, MA NON TROPPO Finché balleremo sarà tutto uguale domani Finché muoveremo i culi invece di fare cose con le mani Finché balleremo sarà tutto uguale domani Finché muoveremo i culi invece di fare cose con le mani Impossibile non muoversi E ci agitiamo nella melma Impossibile restare fermi Tutto quello che si chiede è non essere per un po' Impossibile stabilire una connessione Com'è possibile assuefarsi piano piano (La ricerca della novità non è rivoluzione) A ciò che dovrebbe essere combattuto ogni giorno? (Ma solo un cambiare tutto per non cambiare niente) Com'è possibile lasciare stare E vendere How To Clean Everything Per pagare la sarta che stringe i vestiti Invece di combattere ogni giorno Solo perché ogni giorno Ce n'è una peggiore del giorno prima? III MOVIMENTO. ALLEGRO MENUETTO VIVACE ASSAI, PRESTO, SMODATO CON TRUPATRUPA : Ma per fortuna c'è qualcuno che non si è lasciato assuefare Ma per fortuna c'è qualcuno che non si è lasciato assuefare E per fortuna io ho ancora un senso estetico Ma la pars construens la lascio a qualcun altro Mi limito a guidare l'estrema frangia che intende infrangere le frange La distruzione è la fase principale del cambiamento Anche il nichilismo è un'arte e ci vuole talento La mia parte distruttiva è la mia parte peggiore La mia parte distruttiva ha troppo ragione Io sono il peggiore ma mi voglio bene E non voglio sapere più niente La mia parte distruttiva è la mia parte peggiore La mia parte peggiore è la mia parte migliore Ma a te che ti frega? Tanto ormai il testo non conta più un cazzo Tanto ormai il testo non conta più un cazzo Tanto ormai il testo non conta più un cazzo Il testo di una canzone non conta più un cazzo Ma a te che ti frega? Stringi il cravattino Tanto puoi sempre chiamarlo un fottuto nonsense IV MOVIMENTO. POCO ALLEGRO, FINALE GRAVE ASSAI A FUOCO MODERATO.. EH.SI (Instrumental)
Non è vero che sono cattivo come dici, appartengo solamente alla razza umana, e mi sono mangiato un pezzo della coscia, e non era niente male, niente male. Ho dedotto che la mia fine e' il mio principio, prova ne e' il fatto che ognunque io utilizzi spessamente congiunzioni articolate e altri avverbi a caso tipo stupendevolmente [come dice carmen consoli] attraverso i quali mostro scaltritudine [intelligenza] con cui illustrerò la nuova missione, la mia soluzione, per un'estinzione della popolazione
Mi mangio le unghie, mi mangio le mani, mi mangio gli occhi e la cassa toracica. Non consumerò più niente che non sia me stesso Per cacciare le ossessioni mi divoro gli organi, per cercare di sparire consumerò la presenza fisica, per distruggere il rimorso mi sono morso le mani e poi un polso ed ho affondato fino all'osso E mentre pratico questo divertissement dell'autoantropofagia, e mentre autosuicido il mio corpo col cannibalismo di me stesso riconosco in esso l'inequivocabile soluzione finale alla seguente lista di problemi del mondo che vado ad enunciare: l'autosufficienza - la sovrappopolazione - l'esaurimento nervoso e delle risorse d'energia - la lotta al consumismo - la polluzione - l'uomo fa cagare e dobbiam mandarlo via da questo mondo.
L'estinzione umana e' dunque l'unico traguardo. non consumerò più niente che non mi appartenga, non distruggerò più niente che non sia me stesso Per chi già si consuma ogni giorno, per chi si sfinisce ogni giorno in pasto a se stesso. Consumarsi ogni giorno per finirsi e per sfinirsi, digerire il proprio corpo e smaltirlo ecocompatibilmente. Perché mi sono insostenibile, perché non ce la faccio più Mi mordo le mani, mi mangio i gomiti, ingoio il mio collo e poi non ci sono più.
evviva: siamo tutti inquadrati in quella societa' che abbiamo fatto finta di mettere in discussione.. anche io mi sono chiesto se ho vinto oppure ho perso ma noi non abbiamo partecipato. la massa e' pirla:. Non seguirla.
Laghetto - Avril Lavigne
Piovo by Laghetto