riluttante biascicare
Mi sorprendo talvolta a gorgogliare parole come incastrate in un nuovo spigolo. Semplici frasi di circostanza divengono macigni sul mio diaframma, non trovo il fiato per pronunciarle. Talvolta muovo le labbra senza che ne esca alcun suono, sperando nella memoria uditiva del mio interlocutore, o in una blanda lettura del labiale.
penoso arrancare
Rimando impegni, scadenze, appuntamenti, rimando la mia vita in un posto indefinito in cui potrò affrontare tutto meglio, come me e non come la cosa che sono ora.
Vengo da un mese stagnante, una pozzanghera sporca il cui unico destino è contribuire al ciclo dell'acqua.
Rivela l'agguato la mia eterna nemica, predatrice del mio tempo in divenire.
Nei giorni stanchi, strascicati, persi, a domandare di scombussolare la chimica della mia malinconia.
Rifiuto ogni maschera, ogni ipocrisia consolatrice. Sono io, sono sempre io. Sono io che scalo montagne a metà, sono io né predatore né preda, sono io la forza in potenza che debolezza resta.
Sono io la sua fame, sono io che le imbocco i miei tesori come croccantini.
Bussa bussa dal petto alle costole, le mie membra uno xilofono tra le mani di un infante.
Negatole il dolore e ogni altra estorsione non le resta ostinata che sedere sul mio petto.
Un giorno le divorerò il cuore.











