Corsa Europea alla costruzione di centrali nucleari
La Francia vira sul nucleare decretando meno eolico, più reattori nucleari e la sfida dell'auto elettrica. Mentre l’Europa cerca una linea comune sulla transizione energetica, la Francia compie una scelta drastica che modifica gli equilibri continentali. Il governo francese ha presentato una nuova strategia energetica che segna un cambiamento significativo: una decisione ferma a favore dell'energia nucleare e un ridimensionamento degli obiettivi per le rinnovabili, nel tentativo di sostenere l'elettrificazione della mobilità.
Priorità all'Atomo
Il nuovo disegno di legge fissa obiettivi chiari per la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili (dal 60% attuale al 30% entro il 2035). Per ottenere questo risultato, Parigi non punterà principalmente su sole e vento, ma sulla sua flotta di 57 reattori esistenti e sulla costruzione confermata di sei nuovi impianti nucleari, con l'opzione per altri otto da valutare nel 2026. Di contro, le ambizioni su eolico e solare sono state riviste al ribasso rispetto alle bozze precedenti. L'obiettivo per l'eolico terrestre al 2035 scende a 35-40 GW (contro i 45 GW previsti inizialmente), allineandosi con chi, come l'estrema destra e parte del mondo rurale, considera le pale eoliche un problema.
Perché le Rinnovabili non bastano
La decisione di rallentare su eolico e solare a favore del nucleare risponde a una necessità tecnica e infrastrutturale: la stabilità della rete in uno scenario di forte aumento della domanda elettrica. Il piano del ministro dell'ambiente Monique Barbut prevede che entro il 2026 un'auto venduta su tre sia elettrica. Tuttavia, sostituire i combustibili fossili con l'elettricità per milioni di veicoli richiede una fornitura di energia costante, cosa che le fonti intermittenti come solare ed eolico non possono garantire senza enormi sistemi di accumulo o il supporto del gas. Con la necessità di tagliare il gas e l'impossibilità di affidarsi alle condizioni meteorologiche per ricaricare un parco auto in espansione, il nucleare emerge come la soluzione scelta per garantire l'indipendenza energetica.
Le Ripercussioni sull'Europa
Questa mossa evidenzia le divisioni all'interno dell'Unione Europea. La politica climatica comunitaria appare meno coesa su due fronti principali. Primo, l'asse Franco-Tedesco contro Bruxelles: la Germania si è unita alla Francia nel criticare l'attuale sistema di scambio delle quote di emissioni (ETS) dell'UE. Secondo, la pressione USA: mentre l'Europa discute, Washington preme per aumentare le vendite del proprio gas naturale liquefatto (LNG), che ha già sostituito gran parte delle forniture russe.
Uno scenario politico teso
La strategia è controversa in patria e il governo prevede di approvarla per decreto, aggirando il voto parlamentare. Il Primo Ministro Sébastien Lecornu deve gestire l'opposizione da due lati: l'estrema destra di Marine Le Pen, che attacca le rinnovabili legandole agli interessi delle lobby, e i gruppi ambientalisti come Greenpeace, che denunciano il ritardo nella transizione e i tempi lunghi del nucleare (i nuovi reattori non saranno attivi prima del 2038).
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”










