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Salento di Puglia: Ulivi benedetti?
Ulivi e Menhir -Salento Puglia (ph M.Ciccarese)
Nel mezzogiorno salentino della domenica delle Palme le processioni sono rientrate e ormai i fedeli hanno già adagiato tra i cantoni delle proprie mura i rametti di ulivo benedetti nell’acqua santa da conservare per un anno fino alla prossima passione. Tra le comunità religiose, le liturgie che intonano i cantici si amplificano oltre le città festose fino alle vicine e semplici campagne e le foglie degli alberi d’ulivo diventano sempre più splendenti.
C’è qualcuno che partecipa alla preghiera, in silenzio, nel suo personale orto di ulivi e malinconicamente pensa e spera sul buon futuro produttivo e ambientale delle sue piante. Si rende conto che questa è una giornata giusta per riflettere sulla maestosità e il prestigio di questi esseri.
Dal grande tempio di Athena all’orto del Getzemani il viaggio diventa davvero breve e autentico se è la sacralità dell’ulivo ad essere più considerata. La sacralità degli ulivi che si unge con l’estratto della loro stessa essenza va però a farsi “benedire” quando la difesa dei veri passionali diventa inutile di fronte a certe decisioni ciniche e irrispettose.
Il potere simbolico di questo giorno ha valore solo se si restituisce dignità alla terra rispettandola e curandola dove necessario affinché le dimensioni e il potere di certi credi, religiosi o politici che fossero, siano meno irruenti e più razionali.
Ci saranno risoluzioni che non potranno essere gradevoli quando questi monumenti secolari dovranno concedere non più piccoli ramoscelli per la santa Pasqua ma l’integrità della loro forte radice.
L’olivo ha una radice quasi sicuramente più vecchia e longeva della stessa cristianità; è un simbolo di pace e di unione che assurge dalla cultura dei popoli mediterranei, fin dai tempi della creazione del mondo e tutte le azioni più insolenti e dissolute nella valutazione di qualsiasi sradicamento potrebbero aggiungersi come un’infelice trasgressione, un’offesa e un guasto irreversibile a qualsiasi comunità e ad i suoi umili eredi.