Ma è davvero tutto così scontato?
Ripercorrere e cercare di trasmettere le emozioni, le impressioni di alcune delle tappe fondamentali della propria vita è sempre molto arduo, ma in un contesto del genere, dovendo riportare alla mente la mia prima esperienza col digitale, sento di dover fare del mio meglio perché il contesto è comune a tutta la mia generazione, quella dei millennials.
Oramai, pensare ad una società che possa fare a meno della tecnologia, del digitale, sembra quasi utopistico, ogni giorno chiunque fa una ricerca sul web, naviga sui Social Network; facciamo tutti parte di una vastissima rete d’informazione globale ed abbiamo quotidianamente a che fare con strumenti tecnologici. Ma è stato così sin dal principio? Un fenomeno di tale portata non può che essere frutto di un processo graduale, e come tale ha avuto un inizio ed ancora adesso è in evoluzione. Ebbene anch'io, uno studente appena ventenne iscritto alla facoltà di ingegneria ed al corso di rivoluzione digitale del Politecnico di Torino, ho sperimentato questo processo graduale. Non sarò mica nato con uno smartphone in mano!
Alcuni dei più famosi Social Network sulla schermata di uno smartphone
Fonte: Pexels
Non avevo neppure 7 anni quando per la prima volta iniziai ad usare il computer (all'epoca nuovissimo) di mio zio: in realtà fu lui stesso che mi propose di cercare su internet le immagini dei miei calciatori preferiti, ed io ci preso gusto, soprattutto perché era così realistico e sembrava proprio di stare a contatto coi miei idoli. Fui tanto colpito che mi feci appositamente comprare un floppy disk e lo implorai di insegnarmi a salvare quelle immagini per portarle sempre con me e vantarmi coi miei amici. Sembra passata un’eternità, solamente parlando di floppy disk, oppure del vecchio Windows XP con il suo sfondo idilliaco, mi vengono in mente addirittura ricordi dell’infanzia.
Immagine di un “vecchio” floppy disk
Fonte: Pexels
Tutto ha un principio, ed infatti il mio approccio a questi strumenti, ad internet, si deve proprio a quello che non è altro che un infantile capriccio. Un rapporto, quello col digitale, paragonabile a quello con un qualunque amico, ovvero fatto di sorprese, di scoperte, di tappe, come il primo foglio di lavoro Word per terminare un progetto scolastico, la prima iscrizione su un Social Network, la prima volta che ho tentato di aiutare mia nonna nell’uso del suo modesto telefonino.
La scoperta del digitale è stata (e continua ad essere) una delle più liete della mia vita, perché, oltre che essere indispensabile per ciò che ho imparato e per il prosieguo della carriera universitaria e lavorativa, è una continua soddisfazione, un continuo evolversi e rimanere al passo; è una sfida, ed io mettendomi in gioco posso anche vantarmi di averne compreso vantaggi ed eventualmente rischi.
Giacomo Gallone












