Una bufala nella neve PHOTODICERIE 3.0 opening project di Daniele Lisi Era il 13 ottobre del 1938, quando su una rete radiofonica americana venne interrotta la programmazione per dare la notizia, in diretta nazionale, che gli alieni erano sbarcati sulla terra. Molti, quasi tutti, ci credettero. Si trattò di un falso diventato epico, un Fake (forse il primo della storia) scritto a tavolino dal regista Orson Welles su ispirazione del romanzo “La guerra dei Mondi”. Un esempio eccezionale del potere persuasivo del media dell’epoca: la radio.
Che cosa è una Photodiceria e come nasce? La Photodiceria è uno strumento attivo di documentazione della notizia: si serve del software e di internet per ricercare la “verità”.
(foto) Membri della commissione Worren (commissione d’inchiesta istituita per far luce sull’assassinio del presidente Kennedy) sul luogo dell’assassinio Kennedy. fonte: google images
La Photodiceria è la versione POPolare della notizia che in epoca digitale ha subito una radicale evoluzione nel modo di comunicare. Utilizza la pratica del foto-ritocco o foto-montaggio digitale-amatoriale dove l’errore spesso previsto fa parte di un alfabeto di segni e simboli che ci aiutano a comprendere la “realtà” dei fatti. La Photodiceria ha spesso anche un risvolto sociale più attivo e “ufficiale”; ciò avviene quando si ha la necessità di lanciare sul mercato un nuovo brand o promuovere un evento in maniera del tutto non convenzionale: sono le “fake news” del marketing costruite a tavolino che durano un giorno o poco più e molto spesso vengono smascherate proprio da coloro che le hanno ideate.
La Photodiceria è un fenomeno pubblico, nasce dalla massa, ha tematiche politiche, antropologiche, scientifiche. Una teorizzazione costante su ciò a cui vogliamo credere per forza e dove la verità viene spesso considerata una questione secondaria, in quanto non siamo sempre in grado di dare una spiegazione scientifica a ciò che accade attorno a noi, o più semplicemente, in mancanza di prove certe, preferiamo accettare una verità basata unicamente sulle nostre emozioni e sensazioni.
“Una bufala nella neve - Photodicerie 3.0” è un progetto di Daniele Lisi sull’immagine e l’immagine-azione popolare che non ha la pretesa di ricercare la verità assoluta né intende analizzare troppo da vicino l’aspetto etico/filosofico di quella che oggi definiamo “post verità”.
(foto) "Pare" che ci fu un secondo uomo a sparare e uccidere il presidente Kennedy a Dallas il 22 novembre del 1963. Dall’immagine originale divenuta famosa come “Moorman sister photo” venne ingrandito questo particolare, dove sembra si riconoscano dei tratti umani di un secondo assassino travestito da poliziotto appostato sulla “collinetta erbosa” (Grassy Knoll), sul fianco della strada. fonte: google images
(foto) “Foto del chirurgo” soprannominata così in nome del chirurgo in vacanza sul lago che scattò questa prima fotografia ufficiale del mostro di Loch Ness “Nessie”. In seguito fu lo stesso fotografo, o forse il figlio ad ammettere di aver ritratto un semplice modellino del mostro costruito apposta per lo scatto, ma per anni questa immagine rimase l’unica testimonianza “veritiera” dell’esistenza di Nessi. fonte: google images
(foto) Diversi anni più tardi con l’ausilio di software per il foto-ritocco un’utente mise in rete questa immagine del "mostro", subito smentita e smascherata come un fake.
(foto) Per alcuni pare che non sia il Titanic (sulla destra) la nave affondata il 10 aprile del 1912 ma la sua gemella Olympic (sulla sinistra). Secondo questa teoria la compagnia armatrice delle navi "White Star" messa a conoscenza del rischio Iceberg scambiò all’ultimo le due navi, approfittando della riparazione in porto della più vecchia Olympic, ancorata per diversi giorni propio affianco al Titanic in attesa del varo. fonte: http://www.jmilford-titanic.com













