Ho letto la tua risposta, quella in cui parlavi del tuo ragazzo..potresti parlarne ancora? *.* vi adoro, e adoro come scrivi <3
Grazie mille, sei gentilissima. :) Lo faccio volentieri. Prima di tutto scusa il ritardo, ma avevo bisogno di un bel po’ di tempo per dedicarmi solo a questo.
Dopo quel 5 ottobre le cose non hanno fatto altro che andare sempre meglio, ogni giorno di più. Più passava il tempo più scoprivo cose nuove in Lui, cose che erano cambiate dopo quegli anni. E più lo osservavo più me ne innamoravo. (Forse è meglio dire, più lo osservo più me ne innamoro. Non finirò mai di innamorarmi di Lui.). In classe avevo smesso completamente di ascoltare le lezioni. Guardavo solo Lui e sorridevo, sorridevo forte insieme a Lui. E aveva (ed ha ancora) quegli occhi belli che non gli ho visto mai nei giorni senza me, nei giorni in cui credevo fosse felice e mi dicevo “se Lui sta bene, sto bene anch’io”.
Abbiamo fatto tutto di nascosto. Come se fosse sbagliato. Come se fosse un segreto da tenere stretto. Io non ho detto niente a miei, avevo paura che me lo portassero via, perché non sono mai stati d’accordo. Lui lo stesso.
Mi raccontò che in quegli anni di distanza aveva perso l’ispirazione, non componeva più. Dopo quel famoso giorno cominciò a scrivere come un matto. Mi inviava registrazioni sulla mail, una più bella dell’altra. Mi suonava il piano e io piangevo di gioia. E’ così bello sentirsi Amata.
Le assemblee a scuola sono tornate ad essere in nostri appuntamenti.
Correvamo ad Nostro posto. Quel posto che ci ha aspettati. Era rimasto uguale. In uno di quegli appuntamenti avevo portato il pennarello indelebile. Avevo detto “scriviamo qualcosa, Tu qui e io qui, e poi vediamo cosa abbiamo scritto”. Alla fine esce fuori la stessa cosa: GR 3.12.09 - 5.10.13.
All’assemblea di dicembre faceva un freddo cane. E quelle scale di ferro erano ghiacciate, non si poteva stare. Siamo stati tutto il tempo abbracciati a ripararci, a dirci cose belle e guardarci forte. A un certo punto comincia a nevicare. Prima neve leggera, poi i fiocchi si fanno sempre più grandi. Mi si apre un sorriso enorme e lo guardo quasi per dire “potrebbe andare meglio di così?”. Corro a mettermi al centro della stradina di ferro. Allargo le braccia, lascia che la neve mi cada sul viso. Ero felice. Lui era rimasto lì sotto. Non mi aveva mai tolto gli occhi di dosso. Mi guardava così intensamente che riuscivo a leggere i suoi pensieri “Dio quanto sei bella, e sei Tu!”. Non mi stacca gli occhi di dosso nemmeno quando si avvicina per baciarmi. Mi prende e sussurra: “Questa è la cosa più bella che abbia fatto in vita mia”. Siamo stati lì a prenderci la neve e baciarci. Fin quando non si è fatto troppo tardi e abbiamo dovuto correre. Alla fine avevo i capelli zuppi e non avevo idea di come spiegarlo a mia madre. Però ridevo, ridevo come una deficiente. E qualsiasi cosa mi avesse detto non mi importava, perché sarebbe comunque stato uno dei giorni più belli della mia vita.
A Natele volevo fargli un regalo che lo facesse brillare. Noi non siamo i tipo che spendono un mucchio di soldi per cose che poi scordi persino di avere. Volevo fare qualcosa che gli restasse impresso, che gli restasse addosso. Come i plettri che mi regalò Lui tanti anni prima e che ora non tolgo mai dal collo, mai. Inizialmente però non avevo idea di cosa prendergli. Lui diceva “ho Te, ho già tutto”. Io “mannò uffa! Ti regalo il libro da colorare di Peppa pig!”.
Poi decisi. Avevo sentito di un negozio che incideva su dei braccialetti di cuoio. Corsi lì il prima possibile. Fortunatamente la commessa disse che anche se c’erano tantissime ordinazioni riusciva a farmelo prima di Natale perché gli stavo simpatica. Gli feci incidere sopra le nostre date. Il 3 e il 5. Quando andai a ritirarlo ero così felice che appena tornai a casa mi impegnai al massimo per incartarlo per bene. Con carta rossa e un cuore sopra. Alla fine gli comprai anche il libro di Peppa Pig, perché mi piaceva l’idea di farlo ridere. Finalmente il 21 dicembre arrivò. Forse un po’ troppo presto. Mi intristiva il fatto che per tutte le vacanze non l’avrei visto e mi sarebbero mancati quei baci delle 7.55 davanti scuola.
Alla prima ora gli diedi il primo regalo: il libro. Glielo misi sul banco. Mentre lo scartava si era formata una folla curiosa attorno a Lui. Quando capì cosa fosse scoppiò a ridere. Diceva “no, no non è possibile” e rideva. E ridevo anch’io. (Non l’ha mai tolto dalla borsa quel libro. Ci ha scritto il nome sopra. Diceva che doveva colorarlo con Gae, una bambina del suo paese che assomiglia tanto a me da bambina. Lui Ama i bambini.).
Il secondo regalo glielo diedi all’ultima ora. Immaginavo quel momento da una settimana. Uscimmo fuori, sulle scale di emergenza. Mentre fumava una sigaretta io lo osservavo. Mi tirò a sé. Aveva le labbra al sapore di fumo e menta. Io allora caccio la mia arma segreta, nascosta nel bellissimo pacchetto rosso fuoco con un cuore sopra. Lui sorrise. (Dovresti vederlo quando sorride.). Non riusciva ad aprirlo allora lo aiuto io. Gli dissi “chiudi gli occhi”. Gli presi il braccio e gli misi il braccialetto al polso. “Puoi riaprire gli occhi”. Si guardò il polso, sorrise più forte. Sorrise con gli occhi. Mi strinse. Sentivo il suo cuore nel mio. Gli piacque un sacco. Non la smetteva più di baciarmi. Ora lo ha sempre al polso. Non lo toglie mai.
Quando rientrammo in classe Lui mi diede un quaderno blu e mi disse “guardalo quando torni a casa”. Quando tornai non vedevo l’ora. Dentro al quaderno c’era una copertina di un cd fatta a mano. Tutta disegnata da Lui. C’erano i miei occhi. I nostri messaggi più belle. C’erano le parole di Invincible, di What am I to say (la canzone del ritorno). C’erano i posti dove saremmo andati. E al centro c’era scritto “BlackOUT part 1”. La canzone che aveva scritto per me. Quella canzone mi arrivò la mattina del 25 dicembre. L’unico regalo che volevo ricevere. Piansi un sacco. Non mi ero mai sentita così. Quella mattina scrissi: “Ho appena finito di ascoltarla. Sono in iperventilazione o non so ché, ho gli occhi pieni di lacrime e le mani che tremano. Non esiste sorriso più bello di quello che ho in questo momento. Il sorriso che nasce quando capisci che passerai il resto della tua vita con la persona che ami.”.
Mi fermo qui che devo scendere. Casomai la prossima volta ti racconto di gennaio. :) Grazie ancora.