Chi parla ha da dire le cose che dice e forse no o forse altre. Ma è un fatto che chi tace lascia che tutto gli succeda e quel ch’è peggio lascia che quello che hanno fatto a lui lo facciano a qualcun altro.
Giovanni Raboni, Le case della Vetra

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Chi parla ha da dire le cose che dice e forse no o forse altre. Ma è un fatto che chi tace lascia che tutto gli succeda e quel ch’è peggio lascia che quello che hanno fatto a lui lo facciano a qualcun altro.
Giovanni Raboni, Le case della Vetra
"Una poesia o non si traduce affatto
o si traduce con un'altra poesia."
Giovanni Raboni
O forse la felicità è solo degli altri, d’un altro tempo, d’un’altra vita e a noi non è possibile che recitarla come viene viene, a soggetto, ostinandoci a inseguire la parte di noi stessi in un vecchio, bizzarro canovaccio senza capo né coda…
Giovanni Raboni, da: “Barlumi di storia”, Mondadori, Milano, 2002
Mi vedo perdere colpi, avere pietà del questore giustiziato, del carabiniere in salita.
G. Raboni
E per tutto il resto, per quello che in tutto questo tempo ho sprecato o frainteso, per l’amore preso e non dato, avuto e non ridato nella mia ingloriosa carriera di marito, di padre e di fratello ci sarà giustizia, là, un altro appello? Niente più primavera, mi viene da pensare, se allo sperpero non ci fosse rimedio, se morire fosse dolce soltanto per chi muore.
Giovanni Raboni, Barlumi di storia
La vita, una sola… semplicemente la stessa… per milioni, per miliardi di secondi, accumulando ritardi pazzeschi, facendo finta di niente come se in fin dei conti si trattasse d’una specie di prova, tutt’al più una filata coi costumi e giù nel buio, a piangere o a farsi grasse risate, non ci fosse che qualcuno che ci conosce bene, non importa se vivo oppure no, che ci sopporta per quel che siamo, che prevede uno per uno i nostri sbagli e li perdona da prima, da sempre, che ci perdona…
Giovanni Raboni, Quare tristis
16 settembre 2009
Paul Cezanne – Strada che curva E per tutto il resto, per quelloche in tutto questo tempoho sprecato o frainteso, per l’amorepreso e non dato, avuto e non ridatonella mia ingloriosa carrieradi marito, di padre e di fratelloci sarà giustizia, là, un altro appello?Niente più primavera,mi viene da pensare, se allo sperperonon ci fosse rimedio, se morirefosse dolce soltanto per chi muore Giovanni…
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I film porno mi annoiano. Ma andare insieme in uno di quei cinema dove si fa tutto tranne guardarli, dove tutti vagano come anime in pena tra fila e fila in cerca di qualcuno, uomo o donna, pagante o a pagamento, da portarsi nei cessi, ah questo no che non mi annoierebbe! Quante volte, mio puro e altero amore, sei stata a tua insaputa nel girone, quante volte mi sono mescolato alla torma inquieta dei dannati per spiare noi due coi loro occhi, per vederci come loro s’inventano che siamo, che ti tocco, che respiri…
Giovanni Raboni, Barlumi di storia