Qualche anno fa al mercato delle pulci di Piazza De' Ciompi m'imbattei in una vecchia foto di un cane vittoriano che si mordeva la coda, ma la cornice era completamente fradicia e come un wafer si sgranellava tra le dita e così decisi che comprarla non aveva molto senso. Il venditore si stava sbarazzando dell'intero contenuto della sua cantina, com'ebbe poi a raccontarmi, dopo che un'alluvione aveva danneggiato tutti i cimeli di famiglia. In vendita c'erano decine e decine di dischi ormai inascoltabili, centinaia di libri con le pagine irrimediabilmente incollate tra loro, friabili strumenti musicali, e quella dannata foto del cane che si mordeva la coda. Un museo del disfacimento. Mentre mi raccontava il dramma del diluvio notai che aveva gli occhi lucidi, ma solo perchè poco prima li aveva lustrati a dovere con un panno di daino. Brillavano come biglie di vetro.
















