Ascolta e taci!
Treno non parte ma l’inumano robot dice il contrario
Buon lunedì umano Domenica, Stazione ferroviaria di Mantova, ore 8.00. Il treno è fermo, immobile, motori spenti, porte chiuse, nemmeno l’ombra di una macchinista o di un capotreno. La partenza sarebbe (notare il condizionale) per le 8.28 con destinazione Verona 47 minuti dopo. L’altoparlante emette una antipatica voce preregistrata e, come un pappagallo, ripete che è in partenza il treno che certamente non partirà, perché si vede che non è nelle condizioni di poterlo fare. Manca tutto meno i passeggeri che si interrogano con gli sguardi e poi qualcuno va alla Polizia ferroviaria che rassicura che si verrà avvisati dagli altoparlanti che nel frattempo ripetono che tra qualche minuto partirà il treno ancora freddo, con le porte chiuse e con nessuno attorno che abbia l’aria di avere le chiavi o di sapere come si fa. Scene ordinarie alla stazione di Mantova che i pendolari conoscono bene, i fortunati viaggiatori domenicali, no. Allibiti vanno a cercare di nuovo qualche informazione. Anche gli addetti (vogliamo chiamarli addetti?) tranquillizzano dicendo di ascoltare gli avvisi e gli avvisi dicono che il treno, chiuso, fermo, spento è proprio sul binario indicato e sta partendo. Arriva poi un bel treno, nuovissimo, marchiato Regione del Veneto e qualcuno forse, spedendo un fax, perché pare che valga solo questa modalità di comunicazione nelle ferrovie delle frecce rosse argento e bianche, fa in modo che le scintillanti carrozze vengano adibite al trasporto di chi voleva andare a Verona partendo alle 8.28. Si parte tutti 30 minuti dopo, con un treno diverso, da un binario diverso da quello che ossessivamente e stupidamente il robot continua ad annunciare senza che nessuno lo faccia tacere. Sicuro che il Capostazione o chi per esso, a casa propria, l’allarme che impazzisce lo avrebbero disattivato immediatamente, qui no! Ascolta e taci. A risentirci domani. Grazie @robertostorti















