I Reietti dell'Altro pianeta è un romanzo che unisce in modo quasi unico distopia e utopia, in una narrazione che risulta ancora fresca e sorprendente quasi 50 anni dopo la sua pubblicazione.
If you can read italian, here’s my article about The Dispossessed, utopias and dystopias on Tom’s Hardware Italia!
This post is a bit of a propaganda post for something I’m working on, so, if u want, go ahead and read it:
Recently I started to work in this proyect with some friends about making some kind of indie videogame, and we had to name our group and we had to look for some people etc, etc, etc…
The thing is, that we would really appreciate if you go follow @retrocultofficialblog , bc that would really help a lot with publicity and stuff. Also, we are going to post process of the game there.
Aaaaand if you speak Spanish or you’re Spanish (like us), then you can also go follow @retrocultofficialblog-esp , which is the same one but in spanish.
Anyways, propaganda out, I just wanted to announce this in some way to, idk, maybe have a little more succes when we finish and all of that. If you have any questions, you can go to the blog I just tagged and ask questions, I remembe to y’all that this blog of for my own entertainment and hobbies and that stuff :)
La storia dell’arte e della narrativa ci insegna che inseguire il nuovo a tutti i costi in genere non porta a buoni risultati.
[...] La storia della scienza mostra infiniti esempi di gente che ha inventato o scoperto qualcosa di straordinario e non ha saputo metterlo a frutto, o peggio non s’è nemmeno resa conto di quello che aveva trovato, o ne ha scandalosamente sottovalutato le potenzialità. Erone nel I secolo d. C. aveva inventato la macchina a vapore, il cui impiego pratico era però reso inutile dalla concorrenza della manodopera servile o comunque a basso costo, per cui andò a finire nel dimenticatoio. I vichinghi scoprirono l’America e cosa ne ricavarono? Qualche tronco d’albero e un paio di saghe norrene.
Insomma, aveva ragione Napoleone Bonaparte a dire che l’ideazione è niente, la realizzazione è tutto. Allo stesso modo, se creare è importante, rendersi conto di quello che si è creato e soprattutto sapere – o almeno immaginare – cosa farne, lo è ancora di più.
Un secondo insegnamento che ci arriva dal passato è altrettanto importante: quando si crea, è bene sapere cosa stanno facendo gli altri, perché ci fa risparmiare una quantità di tempo e di lavoro. Se i medici del passato, invece di conservare gelosamente i loro segreti, avessero comunicato di più con i loro colleghi, probabilmente la medicina avrebbe fatto progressi molto più rapidi. Parlando per esperienza personale, quante volte mi è capitato, conducendo delle ricerche storiche su Montagnana (comune in provincia di Padova di cui Alberto si è occupato con passione, NdC), di sentirmi dire: ma non lo sai che c’è già Tizio o Caio che se ne sta occupando da anni?
Una cosa che ho trovato sempre divertente è il terrore maniacale che hanno tanti scrittori esordienti di essere “copiati”, un terrore che diventa una sorta di paranoia che li spinge a escogitare complessi meccanismi di auto-difesa informatica e legale. Quasi che al grande editore non bastasse esibire un assegno da due o tremila euro per comprargli in blocco tutti i diritti in esclusiva.
Speculare, ma molto più realistico, è il timore di scoprire che il nostro libro era già stato scritto da altri, a volte quasi tale e quale nell’idea di fondo, nei personaggi, nello sviluppo. Ecco perché alcuni giovani scrittori affermano sdegnosamente: “io non leggo nulla e nessuno, per non farmi influenzare”. E invece, ahimè, alla fine sono proprio quelli che finiscono per scopiazzare di più, quantunque inconsapevolmente, proprio perché, avendo letto poco, ignorano che altri hanno avuto prima di loro la stessa idea. [...]