Giorno 52
Quel mercoledì pomeriggio, tanto aspettato e desiderato, partii per venire da te. Erano le 15:30. Ogni notte sognavo di partire, finalmente il giorno arrivò. Mai stata così felice in vita mia. Mai ho così tanto desiderato che arrivasse un giorno. La tua famiglia venne a prendermi e partimmo in macchina per recarci al porto di Palermo. Appena arrivati già saliamo sulla nave, anche se poi partì in in ritardo di tre quarti d'ora, alle 20:45. Sembravano ore che non passavano mai, più guardavo l'orologio e più il tempo sembrava andare lento e più l'ansia saliva! Il viaggio doveva durare 10 ore, quindi alle 23 andammo a dormire in cabina. Anzi, gli altri dormirono e io ovviamente non potei. Dormii pochissimo quella notte, mi svegliavo sempre, non vedevo l'ora che arrivavo, mi giravo e rigirato sul letto.
Giorno 53
L'indomani mattina, verso le 7, sbarcammo a Napoli, dove facemmo colazione e poi partimmo per venire da te. L'ansia saliva ogni attimo sempre di più. Non potevo credere che la sera ti avessi visto, dopo ben 2 mesi. Era un desiderio fatto realtà. Arriviamo al paese verso le 9 e andammo al B&B, passando davanti la caserma, dove eri tu. Stanchissimi, pranzammo a mezzogiorno e poi andammo a coricarci, dovevamo svegliarci alle 16 per prepararci e venirti a prendere alle 17:30. Io avevo troppo sonno ma non dormii neanche quel pomeriggio.
4 ore dopo ti avrei rivisto, ti avrei riabbracciato, non mi sembrava vero! 2 mesi lontana da te, i 2 mesi più brutti della mia vita. Mai ho provato una mancanza simile. E credimi se ti dico che mancava il respiro, credimi se ti dico che non facevo altro che combattere con me stessa per riuscire a frenare le lacrime ogni istante, a mandare giù quel magone stretto alla gola che mi toglieva la fame e il sonno. Nessuno poteva capire quanto era dura, nessuno mi capiva, anzi, mi giudicava. E così mi ritrovai sola, senza te e senza nessuno, sola. Un pensiero fisso che ogni giorno mi faceva impazzire il cervello sempre di più. Continuavo ad incoraggiarti e farti forza, ma a me chi me la dava la forza? Io non volevo farti capire quanto stavo male, non volevo farti preoccupare e farti stare in pensiero per me.
Usciti, arrivammo davanti la caserma e ti vedi camminare. Un blocco. Lo stomaco sottosopra. I brividi. La voce se ne andò e non riuscii a muovermi. Appena arrivati davanti la macchina scesi, di corsa ti venni incontro e ti abbracciai in lacrime. Ci abbracciammo fortissimo, ci guardammo negli occhi e sorridendoci continuiammo ad abbracciarci per alcuni lunghi minuti.
L'emozione inspiegabile, i brividi. Ti giuro. È cose se il cuore si fermò per un istante. Stra felici, dopo quei mesi passati lontani. Fra le tue braccia mi sentii in paradiso, mi sentii finalmente a casa, finalmente al mio posto, quel posto che non era e non potrà essere mai essere sostituito. Avevo tutto in quel momento, non potevo desiderare di meglio.
Salimmo in macchina, nei sedili dietro appiccicati, stretti stretti.. Passammo una bellissima serata, tanto attesa. Quanto mi mancavano le nostre risate! Poi però arrivò l'orario in cui dovevi ritornare in caserma e noi andammo a dormire.
Mi andai a coricare non felice, ma al settimo cielo. Anche se già mi mancavi di nuovo, ero finalmente tranquilla, con la consapevolezza che i due giorni successivi fossimo stati tutto il tempo insieme.











