Stamattina ho accompagnato mamma ad accompagnare la mia vecchia zia grassa alla stazione. È una gran stronzata invecchiare grassi e decuplicare i supplizi dovuti al gran caldo. Non è neppure furbo fumare un pacchetto e mezzo di Marlboro al giorno e farsi andare in cancrena non so quante dita del piede, farsi venire gli infarti, camminare super lenti ecc. Quella già la vita è quello che è.
Ad ogni modo è venuto fuori questo aneddoto: un ragazzo gioviale di nome Mimmo Fatone, che abitava nel palazzo di mio zio materno Roberto (pioniere del Tamagotchi) e consorte, aveva il vezzo di telefonare, ogni primo gennaio poco dopo mezzanotte, la storica agenzia di pompe funebri Bellomunno, celebre per i suoi funerali in pompa magna con carrozze antiche trainate da cavalli imbellettati. Ogni volta: “Salve, parlo con Bellomunno?” – “Prego, mi dica” – “Pure quest’anno ve l’ho messo in culo”. Questo era un ragazzo spiritoso e benvoluto da tutti, studiò e divenne avvocato, iniziò a frequentare una bella ragazza fidanzata con un detenuto e ne divenne l’amante. Per non portarla a lungo un giorno fu trovato in casa sua nudo, impalato dal culo e dato fuoco.
Mentre mia zia comprava otto sfogliatelle ricce per quel mallardone di suo figlio sono andata al supermercato europeo e internazionale di fronte alla stazione, che fa schifo a Dio e, con tutto il bene, puzza di piscio e pollo morto (vendono i polli come se fossero mele, accatastati uno sull’altro con un bollino attaccato). Ho comprato spaghetti di soia e una bustina di sfogliette di banana fritta, yummi.












