Here are some ripple marks from a beach in the Northwest Scottish Highlands! There’s a chance that these ripple marks will be preserved like this and become sedimentary structures that we can see as cross-bedding in an outcrop someday!
seen from Malaysia
seen from United States
seen from Germany
seen from China

seen from Australia

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seen from Indonesia
seen from China

seen from Malaysia
seen from China
seen from Portugal
seen from United States

seen from United States
seen from Portugal
seen from United States

seen from Portugal
seen from Portugal
seen from United States
seen from Portugal
Here are some ripple marks from a beach in the Northwest Scottish Highlands! There’s a chance that these ripple marks will be preserved like this and become sedimentary structures that we can see as cross-bedding in an outcrop someday!
Bathe me in light..
Here’s the picture my professor took right after asking me why I said there were ripple marks at the peak of a mountain (I was right, there were)
Patterns: ancient and modern
Patterns: ancient and modern
Yesterday was a beautiful sunny day with a rich evening light. Evening being between 2-3 pm at this time of year in North Yorkshire! Fishing boats in the afternoon sun (16 Dec 2021) Reflections on the water (no cropping) I strolled around the harbour here in Scarborough, a very familiar tramping ground, as there is always something to photograph: fishing boats, birds, people, reflections, the…
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somewhere in Africa
Domenica scorsa sono andato ad Andreis, una località ai piedi delle prealpi carniche, vicino Pordenone, attirato dalla possibilità di vedere i cosidetti specchi di faglia. Si tratta di strati di rocce rese lisce e lucide dalla enorme pressione esercitata dalle spinte tettoniche di una faglia, lungo la valle scavata dal torrente Susaibes. Nella seconda foto si vede abbastanza bene come la mano sia riflessa nella roccia (fragile e friabile), che senza la pressione che ha subito sarebbe totalmente opaca.
Nella settimana precedente ho voluto approfondire l’argomento per cercare di capire meglio cosa sarei andato a vedere e, strano a dirsi, ho scoperto che la Geologia è un argomento a dir poco meraviglioso. Sono sempre stato curioso della disciplina, ma finalmente mi sono deciso a informami di più e a provare a studiarne gli aspetti principali.
Ovviamente non sono in grado di offrire una trattazione approfondita ma alcune delle cose che ho letto e visto con i miei occhi sono davvero degne di nota. Intanto è notevole che gli strati che si vedono nella foto siano verticali: si tratta di antichissimi sedimenti di fondali marini poco profondi (in zone tropicali) che sono stati trascinati dalla placca africana fino a qui e poi sollevati quando questa placca si è scontrata con quella euroasiatica, proprio mentre si sono formate le Alpi (ebbene sì, questa zona d’Italia è fondamentalmente Africa, con buona pace della Lega).
Ma come si fa a sapere che erano fondali marini? Non solo dalla composizione dolomitica (che è un carbonato di calcio e magnesio che deriva da organissmi dotati di conchiglie, coralli e alghe calcaree) ma anche perché alcuni degli strati visibili mostrano un altro meraviglioso spettacolo: nella terza foto infatti si vedono i cosiddetti ripple marks: le ondulazioni che si formano sempre quando, in un basso fondale marino, interviene un leggero moto ondoso (ingrandite la foto per vederle meglio). L’accumulo di sedimenti successivi, durante le ere geologiche, ha creato una enorme pressione che ha trasformato il fondale in roccia. E questa roccia ha viaggiato verso Nord per milioni di anni, fino a sollevarsi per centinaia e, a volte, migliaia di metri, e a formare alcune delle nostre catene montuose, come ad esempio le famose Dolomiti.
Tornando alla faglia vicino Andreis ci sono da dire un altro paio di cosette. Si tratta di una faglia tutto sommato piccola, inserita trasversalmente alla importante Linea Barcis-Staro Selo, che fa parte di un sistema di faglie molto complesso, lungo centinaia di chilometri e che rende questa zona particolarmente attiva dal punto di vista sismico. Ma questa piccola parte è rilevante proprio perché l’erosione del torrente Susaibes ha portato alla luce gli effetti della pressione e dell’attrito che in altre faglie sono nascoste da strati di rocce e sedimenti sovrastanti. Un secondo aspetto impressionante è rendersi conto come il paesaggio nella valle del torrente (vedi prima foto) sia principalmente formato da roccia nuda -nonostante non si trovi certo in alta montagna ma a soli 500 metri sul livello del mare- e che la poca vegetazione sia formata da arbusti e alberi molto giovani: non così sorprendente se si tiene conto che qui la crosta terrestre è in continuo movimento e che le enormi forze in gioco frantumano la roccia sotto le radici di questi alberi, impedendone il normale sviluppo.
Ci si potrebbe dilungare parecchio, soprattutto se non fossi così ignorante sull’argomento. Per questo motivo, se @masuoka o @seiseiseitan volessero aggiungere qualcosa o correggere qualche strafalcione, li prego di non farsi scrupoli.
Per approfondire: PDF della scheda del geosito.
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