Riso Rosa e Cielo di Vaniglia
Ci abbiamo riprovato col curry. Ma questa volta niente maiale, avevamo il pollo. Curioso come certi piccoli particolari possano fare la differenza: sta cosa non finirà mai di stupirmi. C’era pure il riso. Rosa. Una vita per cuocerlo, ma col giallo del curry faceva la sua porca figura. Rosa e giallo, zozzo forte. Ha cucinato AmO_, neanche troppi magheggi per indurlo a mettersi ai fornelli, e ha pure spolverato il tutto con la precisazione di non aver mai cucinato così bene per nessuno. Mica cotica. Una spezia rara che ha solleticato ancora di più il mio palato, anche se il momento più impagabile è stato quando ho tirato fuori il vino da un nascondiglio dopo avergli fatto credere che me l’ero scolato tutto all by myself, e lui sconvoltissimo ha esclamato "amore ti lascio se mi fai un altro scherzo del genere". Poi caffettinu, limoncellu, e sigarettu: bella vita italiana! Ci vorrebbe pure il ferrarinu, come insegna Kiwi, ma per il momento va benissimo così. Ero già più di là che di qua, e la sera stava scivolando nella notte, quando attraverso un silenzio ovattato ho sentito la voce di AmO_ che proponeva di vedere Vanilla Sky anche se mi sarei sicuramente addormentato. Ora, non so perché ma io sto film l’ho sempre snobbato. Non sapevo nemmeno fosse di Cameron Crowe, che adoro per via di Almost Famous. Neppure l’appeal del buon vecchio Tom o della cara Penelope era bastato in questi anni a convincermi a vederlo. Ci voleva AmO_. Anche se non mi sentirei di consigliarlo a nessuno, devo dire che è stato un viaggio. Onirico a tratti, nel senso che proprio mi addormentavo, ma spiazzante e ricco di implicazioni. Non sono curioso di vedere l’originale di Amenàbar, il linguaggio hollywoodiano è pure troppo per le mie limitate capacità mentali. Certo che è affascinante passare anni a ritenere un film una cazzata colossale, e ritrovarsi a considerarlo un’opera complessa dai molteplici livelli di lettura. Non si può essere mai sicuri di nulla. Il caos, l’irrazionale e l’imprevisto possono irrompere in qualsiasi momento a sconvolgere certezze consolidate. Come nel film. Come nella notte, quando un’angoscia immotivata mi si è infiltrata in testa -la paura infantile che ci fosse qualcuno nel buio, che il male stesse tessendo le sue trame in un luogo lontano o dentro di me, che quel rumore nel silenzio fosse un singhiozzo venuto da chissà dove- e ha costretto AmO_ a cercare di calmarmi facendo conversazione. C’è riuscito.
28 maggio 2008














