⭐️ Da qualche parte nel mondo c'è chi ha in mano dei documenti che provano l'esistenza di linee del tempo differenti...
Sarà davvero Santo Stefano oggi? ⭐️🫀🧠

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⭐️ Da qualche parte nel mondo c'è chi ha in mano dei documenti che provano l'esistenza di linee del tempo differenti...
Sarà davvero Santo Stefano oggi? ⭐️🫀🧠
Questa è la leggendaria (si può ben dire) rivista “Cinema e cinema” (titolo mutuato da una famosa poesia di Majakowski), datata aprile 1977. Non avevo ancora sostenuto la maturità ma i miei docenti che ci consideravano giustamente dei semi-deficienti, ci “consigliavano” queste letture. Da questo numero scoprii Wenders, Herzog, Schlöndorf, Fassibinder e tanti altri. Me la procurò il mio anico Renzo Martelli della libreria La Talpa… Va beh cose che capitano ravanando nella biblioteca.
“ La svolta è del 1969, con il programma di Radio Rai Chiamate Roma 3131. E non è che gli anni arrivano a caso: il 1968, il 1969. Non sono anni felici, sono anni scioccanti: un adolescente nel ’69 si trovava a vedere l’uomo sulla Luna, le lotte operaie più lunghe della nostra storia, la prima atroce strage in tempo di pace. Tutto in un anno, anzi in meno di sei mesi. Bisogna evitare di enfatizzare la propria storia e le proprie memorie. Ogni adolescente vive con una intensità poi irripetibile quello che accade al suo mondo. Ma allora succedevano cose che spingevano tutti a crescere e a parlare. Perché se qualche tempo prima aprivi il microfono cosa trovavi? Un paese povero, intendo anche culturalmente, un paese insicuro di sé, generazioni incapaci di parlare, che consideravano il potere qualcosa di distante. Dopo il ’69, invece, apri il microfono e arriva la voce della gente: riascoltando quelle trasmissioni (un tecnico bravissimo, Raffaele Vincenti, le ha miracolosamente recuperate) hai l’impressione di un paese che di colpo prende la parola. In quel frangente si vede bene quale può essere il ruolo del servizio pubblico. Non la rappresentazione pigra delle pubbliche opinioni, la registrazione prudente dell’esistente. La radio pubblica in quegli anni inventa qualcosa che servirà dopo anche agli altri (anzi forse sarà sfruttato meglio dalle radio private, quando nasceranno, che dalla Rai). Per me il servizio pubblico oltre al dovere dell’inclusione (la sua parola d’ordine dovrebbe essere sempre «Nessuno Escluso») ha quello dell’innovazione, fino alla sperimentazione di chi rischia e poi mette nuovi linguaggi e nuovi strumenti a disposizione di tutti, persino di quelli che ne faranno usi solo commerciali o ancora più distorti. Per questo il servizio pubblico, radiotelevisivo e ormai multimediale, è una componente fondamentale di un paese democratico. E i cittadini, pagandolo con il proprio canone, dovrebbero chiedere questo in cambio. Bisognerebbe essere più esigenti verso il servizio pubblico. E noi che ci lavoriamo dovremmo essere più all’altezza di questa sfida, naturalmente. “
Marino Sinibaldi, Un millimetro in là. Intervista sulla cultura, a cura di Giorgio Zanchini, Laterza (collana Saggi tascabili), 1ª edizione 2014. [Libro elettronico]
«Un concerto bellissimo negli anni 70 fu quello organizzato dalla rivista Re Nudo durante il festival pop di Parco Lambro a Milano. Iniziai alle due di notte, era quella la mia fascia oraria in quel periodo. Erano tutti fumati dentro i sacchi a pelo, sembrava un campo di morti. Ho iniziato con frequenze molto interessanti, che creavano un’atmosfera extraterrestre, e proprio come in un film di fantascienza piano piano vedevi la gente che cominciava a uscire dai sacchi a pelo, prima un po’ straniti ma poi si sono fatti trasportare dall’onda elettronica. È stata una notte incantevole. Comunque l’impressione generale era che io fossi uno completamente “fuori”, cosa che non corrispondeva a verità. Un pomeriggio durante le prove, sempre a Parco Lambro, un tale davanti a una piccola tenda, mi chiamò e mi diede un sacchetto pieno di erba dicendomi “Battiato, fumati questa, smettila con l’eroina!”. Ero molto magro, facevo quel tipo di musica, quindi ero un drogato».
Calmati e ripensaci
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Notizie | Edizioni NPE rileva la rivista "Scuola di Fumetto", rilanciandola dal numero 111 come una pubblicazione trimestrale a partire da aprile 2019.