R. Dapunt

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R. Dapunt
Il tempo, questa voce d'incerta origine tra principio e fine, eppure senza mai cessare. Cosa pensare e come pensarlo tutto questo tempo in sovrabbondanza di sé e io che non lo comprendo.
-Roberta Dapunt-
Ama burada, bu sevgili yerde, hiçbir şey olup bitmiyor, sadece kesintisiz ve mütevazi bir yaşam var burada. Gene de, ruhumun dolduğunu hisseder gibiyim ben.
Roberta Dapunt
Non mi perdo
A chi pensa che io non sia di oggi,io dico che il mio stare ad ascoltarlo è oggi.Non è ieri, non sarà domani la mia attenzione,bensí oggi. Oggi sono e sto qui davanti al foglio di carta,sente forte il graffio di ogni mia parola.Che da esse parte l’intimità quotidiana del mio corpo,il suo nudo guardarmi è aderenza indubitabile alla realtà.Da lui soltanto la mia vista, da lui il mio udito,nelle sue…
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ROBERTA DAPUNT | Sudtirol 1970
ROBERTA DAPUNT. La sua voce, lontana dai cliché e dalle mode letterarie, offre un contributo prezioso al panorama poetico italiano.
Crediti: tageszeitung.it La poesia di Roberta Dapunt rappresenta una significativa deviazione dai percorsi più comuni della letteratura contemporanea. La sua scrittura, caratterizzata da una forte carica espressiva, si concentra su tematiche universali, come il dolore, la morte e la speranza, declinate attraverso una lente personale e originale. La sua voce, lontana dai cliché e dalle mode…
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Ağır ağır ilerliyor öğle saatleri, arkada fon müziği yok, küçük partimiz zar zor işitiliyor. İkimiz de sessizliğimizi dinlemekteyiz, sen oradan, sadece sessizliğinle, uzaklardan yakınımdasın.
Roberta Dapunt
Nauz
Coi giorni di primo freddo invernale si affretta il tempo di macellazione del maiale. È il culmine di un’usanza millenaria, rimasta nel solo Cristianesimo, esclusa dagli altri due monoteismi diramati da Abramo. È un rito antico di squartamento e accantonamento di provvista familiare, a coprire l’annata. Roberta Dapunt, poeta, amica, scrive “Nauz” ( editore Il Ponte Del Sale). Nella sua lingua, il…
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A chi pensa che io non sia di oggi, io dico che il mio stare ad ascoltarlo è oggi. Non è ieri, non sarà domani la mia attenzione, bensí oggi. Oggi sono e sto qui davanti al foglio di carta, sente forte il graffio di ogni mia parola. Che da esse parte l’intimità quotidiana del mio corpo, il suo nudo guardarmi è aderenza indubitabile alla realtà. Da lui soltanto la mia vista, da lui il mio udito, nelle sue mani l’umido nero degli orti in questo luogo e sotto i piedi il fruscio verde e nel dicembre il freddo a mostrare chiare le stelle. / Dunque, so di non errare. Non mi perdo, finché posso tenermi forte a questo.
Roberta Dapunt, da Le beatitudini della malattia