Roberto Baggio detto Roby Bagg10
Ieri è stato il compleanno di Roberto Baggio, per me il più grande talento del calcio italiano, il più grande di tutti i tempi, almeno di quelli che ho visto giocare io.
Pur essendo bravissimo (ciò credo sia innegabile) la sua unicità lo ha reso di difficile collocazione tra il "superfluo” e “l’indispensabile”. Eppure in Nazionale lui è stato importante già ai mondiali del 1990, quelli giocati in casa, quelli delle “Notti Magiche” di Bennato e Nannini, lui pare essere un gregario, quasi, un giocatore dal futuro avvenire che il numero 10 lo deve lasciare sulle spalle di Giannini che l’allora CT Vicini lo vede come il regista della Nazionale, uno dei 4 pilastri che compongono la spina dorsale della squadra che va dalla porta azzurra a quella avversaria formata da Zenga in porta, Baresi davanti a lui in difesa, Giannini a centrocampo e Vialli in attacco. Non è facile far entrare Roby in questa squadra tipicamente italiana con il terzino sinistro fluidificante (Maldini) e l’ala destra tornante (Donadoni). In amichevole pre mondiale Baggio finisce per giocare con la maglia numero 7, quella dei fantasisti, ma non sta certo largo a destra, no lui si accentra e punta la porta come quando da ragazzino nelle giovanili del Vicenza aveva solo quell’idea: andare verso la porta e fare gol.
Non parte titolare nel ‘90, ci sono altre gerarchie. Sembra che la coppia di attaccanti migliore sia Vialli-Carnevale meglio assortita. A destra meglio tenere Donadoni che oltre agli assist e ai cross sa coprire. Baggio ha un anonimo numero 15 per via della numerazione per ordine alfabetico ruolo per ruolo. Vicini lo considera attaccante assieme a Mancini, Donadoni, Carnevale e via di seguito. Ne ha tanti di attaccanti Vicini. Con l’Austria a pochi minuti dalla fine ha buttato dentro Schillaci che vive uno stato di grazia e ha fatto gol di testa in mezzo ai lunghi difensori austriaci. Anche con gli USA Schillaci fa bene pur non segnando così Vicini decide di schierarlo titolare nell’ultima partita del girone contro la Cecoslovacchia, l’unica squadra che Bearzot non ha mai battuto nei suoi anni da CT, neppure dopo essere stato Campione del Mondo dell’82.
Solo che Vialli si fa male e Vicini preferisce non rischiarlo nella partita dove vincere non è necessario per passare il turno. Vincere permette di rimanere a Roma a disputare le altre partite. Succede che la squadra dall’attacco veloce ma tascabile, data l’altezza dei due Schillaci e Baggio, segna prestissimo con Schillaci, di testa ancora una volta. L’Italia gioca bene, schiaccia l’avversario nella sua metà campo ma non arriva nessun altro gol fino a quando...
Baggio scambia con Giannini e si inventa un gol che ricorda quello del secolo di Maradona.
I suoi avversari sembrano avere i piedi impantanati e lui pare danzi mentre porta il pallone all’interno e mette a sedere il difensore e spiazza il portiere con il suo tiro in porta.
Scherziamo fra noi, tra gli juventini che dicono “È nostro giocatore, l’anno prossimo assieme a Schillaci” e noi non juventini che facciamo notare come non è ancora juventino perché non ha ancora giocato un minuto con la maglia bianconera.
Ma Baggio è di tutti, è un patrimonio del calcio italiano e mondiale. Strano a dirsi, però, verrà criticato anni dopo nella corsa al mondiale degli USA del 1994.
Sulla panchina azzurra c’è Sacchi, un allenatore legato agli schemi, convinto che il sistema esalti il singolo e non viceversa. Per qualcuno è come dire che chiunque canti l’aria dell’Aida di Radames la musica è sempre bella ma la realtà è che se canta Pavarotti anche “O Sole mio” diventa magnifica.
Baggio è criticato nel ‘94 perché gli si chiede di fare la differenza, di vincere le partite da solo, ha la maglia con il numero 10, ha la responsabilità. Succede però che l’Italia arranca, la prima partita perde 1-0 con l’EIRE, la seconda partita con la Norvegia... beh, succede l’impensabile: Baggio viene sostituito perché Pagliuca è espulso per aver preso il pallone con le mani fuori dall’area di rigore: è come essere colpevoli di un fallo da “ultimo uomo” su un avversario lanciato a rete.
«È matto questo?» dice Baggio incredulo. L’Italia vince con quello che i giornalisti statunitensi battezzano “The Other Baggio” ossia Dino Baggio che fa gol di testa su punizione e regala la vittoria alla squadra che però arrverà terza dopo il pareggio col Messico e sarà ripescata come prevede la formula di quei mondiali a 24 squadre.
Baggio è ancora titolare dopo la Norvegia e lo è ancora contro la Nigeria, la sorprendente Nigeria. Succede di tutto contro gli africani, un gol preso in maniera assurda, l’espulsione ingiusta di Zola, la quasi certa eliminazione finche al 43′ del secondo tempo Mussi vince un rimpallo al limite dell’area di rigore, entra e forse ha lo spazio per calciare invece... Invece vede Baggio che con la sua andatura sorniona sembra neppure essere interessato all’azione e invece tira di piatto, indovina un angolo impensabile e fa gol. Quello che mi colpisce è la lentezza del pallone, sembra impossibile che possa entrare senza che i difensori intervengano eppure è quello che succede. La sensazione con molti gol di Baggio è questa: che per quanto sembrino lenti i suoi tiri son imprendibili anche se il portiere sa prima dove andrà il pallone non sembra poterci fare nulla.
Dopo il pareggio Baggio è più sicuro di sé e prende la palla durante i tempi supplementari dai piedi di Benarrivo. Sembra dirgli: “Vai dentro che te la passo io” ed è quello che succede: Benarrivo entra in area pronto a ricevere il pallonetto del “Divin Codino” ma viene fermato irregolarmente. Rigore che Baggio realizza mandando la palla sul palo e poi in rete. Ci ha tirati giù dall’aereo il nostro numero 10.
La partita con la Spagna, ai quarti, è una partita difficile, combattuta. L’Italia passa in vantaggio, ma viene raggiunta. A pochi minuti dalla fine Berti riceve a metà campo e serve in profondità Signori che subito viene affrontato da un difensore. Non tiene palla Signori ma calcia verso Roby che sta scattando. È solo davanti al portiere spagnolo, Zubizarreta con quel nome strano e lungo. Potrebbe tirare subito Roberto ma al suo solito si allarga per dribblare anche il portiere. Pizzul si ferma in telecronaca perché Baggio si è allargato troppo. La porta è diventata più stretta come fare gol da lì?
Se sei Roberto Baggio puoi fare gol da lì. Anche se il difensore sta recuperando tu riesci a piazzare il pallone tra giocatore e palo, ancora più difficile che tentare un tiro da lì. Ancora una volta il tempo sembra fermarsi lo spazio si piega al volere di Roby e il campo pare inclinarsi verso la porta a seguire il suo tiro.
In semifinale c’è la Bulgaria che ha battuto i campioni in carica della Germania. C’è Stoichov ma noi abbiamo Roby.
Il primo gol di Roberto Baggio è straordinario per la preparazione. Un semplice fallo laterale e lui prende la palla con naturalezza salta un avversario, a quel punto ha lo spazio per il tiro sul primo palo ma lui invece continua a correre e con semplicità, con il suo sensibile piede tira lontano sull’altro palo dove il portiere non può arrivare. Ancora una volta un tiro lento o almeno così pare oppure sono gli altri giocatori che sono troppo lenti, chi lo sa. Il secondo gol è un’intuizione di Albertini che lancia in profondità Roby che pare guardare il portiere prima della palla e si inventa un gol delizioso. Altro tiro lento, ma imprendibile.
Si fa male Roby verso la fine. Proverà a recuperare per la finale, sarà in campo ma non sarà al meglio.
Sbaglierà l’ultimo rigore mandandolo altissimo. Segnarlo avrebbe significato continuare a sperare, perché i brasiliani era no già in vantaggio: Roby non è l’unico ad aver sbagliato il suo rigore: anche Baresi e Massaro (detto Provvidenza) sbagliano il loro.
Si ricorderanno quell’unico errore, quello del giocatore più importante, il numero 10 quello stesso giocatore che fin lì ci ha portato grazie ai suoi gol. Ma anche Platini ha sbagliato a calciare il suo rigore in Messico nell’86, proprio contro il Brasile. Pochi lo ricordano perché in quel caso la Francia vinse comunque.
Dopotutto i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.
Buon compleanno Roberto detto Roby Bagg10.















