Il tempo si è fermato a Roscigno vecchia, nel cuore del Cilento. A causa del terreno franoso la città si è gradualmente spopolata negli anni fino a restare disabitata. Ma se i suoi abitanti si sono trasferiti nel paese nuovo, a ripopolarla sono arrivati i turisti che quotidianamente la affollano di passaggio, rapiti dal fascino dei ruderi in pietra, delle stradine scoscese, della piazza ampia, della fontana da cui ancora sgorga il suono dell’ acqua mentre tutto intorno è silenzio e rovina. Unico uomo a viverci stabilmente, Giuseppe Spagnolo, dalla barba bianca e la pipa sempre accesa: non si conosce la sua storia, eppure da tempo è divenuto il volto simbolo di Roscigno, colui che tra i vicoli del borgo si aggira raccontandone la storia a chi ha voglia di ascoltarlo. Emblema di un vivere in solitudine che non spaventa ma anzi assume il sapore della rinascita. O meglio del ricordo di ciò che è stato e può essere a viva voce tramandato.