Rugby, a rough sport played by gentlemen..
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Rugby, a rough sport played by gentlemen..
Gli stop
A tutti capita di infortunarsi, nel rugby poi capita anche abbastanza spesso.
Ogni volta che vai da un medico tieni le mani giunte a mo' di preghiera, anche se non credi in nessuna divinità, e speri che non sia successo niente di grave. Quando ti dicono di stare fermo per una settimana impazzisci... Io devo stare ferma sei mesi.
Non tutti i dottori curano bene e a me hanno fatto un bello scherzetto. Per una tendinite bastarda sono costretta al riposo. Appena ho saputo la tempistica necessaria le mie mani si sono sciolte da quella presa e la testa si è fatta pesante. La voglia di correre ha raggiunto limiti incredibile ma il dolore che provavo anche solo nel camminare mi facevano tornare alla cruda realtà. Ero ferma, a riposo, seduta su una sedia perchè stare in piedi per più di cinque minuti equivaleva ad un grande dolore.
Un compromesso. Nato dalla voglia di giocare e di aiutare la propria squadra. "Potrai giocare le partite, ma scordati gli allenamenti." Queste le parole del mio allenatore. Niente allenamenti. Niente botte per settimane. Le partite non le abbiamo ogni weekend come una maschile.. al massimo tre volte al mese quindi per me è uno stop davvero pesante.
Poi arriva la tanto attesa partita. Quella per cui il conto alla rovescia sembrava la cosa più lunga del mondo. Seduta nello spogliatoio con le tue compagne ti cambi e cominci a fasciare tutte le parti che devono evitare troppe botte e legarsi strette le scarpe.. senti il tessuto della tua maglia che ti scivola addosso col tuo numero stampato sulla schiena.
L'arbitro fischia, calcio di inizio e si comincia a correre. Difesa, attacco, ricezione, ruck, mischia. La partita scorre e tu fai finta di niente. Non senti dolore, non senti le lacrime che minacciano di uscire.
Partita conclusa, un grande abbraccio che racchiude tutte e un urlo fatto con tutto il fiato possibile. Poi in doccia crolli, piangi in silenzio tanto nessuno ti vede. Ti maledici per aver corso così tanto ma sai che non puoi farci niente che è stato più forte di te. Non camminerai per due giorni ma hai corso.
Spesso facciamo azioni incoscienti. Le compiamo senza pensare e facciamo cavolate. Inutile dire che non dovresti farlo, non riesci sempre a controllarti.
E dopo piangerai e starai fermo a guardare gli altri allenarti con rimorso. Ma ti ricorderai che per quel giorno hai corso anche tu.
"Get comfortable being uncomfortable"