SACEN - Napoli Restauri e consolidamenti con tecniche innovative
Realizzazione struttura in legno lamellare e acciaio nel Colosseo
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Addio originalità. Il caldo opprime Roma e le sinapsi di Museolo funzionano al rallentatore, per cui per oggi dovete accontentarvi di un argomento quantomeno un po’ ovvio…
E comunque il Colosseo merita almeno un articolo, anche perché è una delle poche mete visitate da tutti i turisti a Roma, anche dai più frettolosi, anche da quelli che si accontentano di avere solo la foto di fronte al monumento, da sfoggiare a casa e chi si è visto si è visto.
Il Colosseo (Piazza del Colosseo, tel. 06.39967700) infatti è da tempo considerato un vero e proprio simbolo di Roma, più che un semplice monumento, comela Tour Eiffel per Parigi, il Big Ben a Londra, la Porta di Brandeburgo a Berlino. Ma ne conosciamo tutti la storia? Museolo l’anno scorso l’ha raccontata, in uno stentato inglese, a un microscopico gruppetto di coreani che, puramente per amicizia, annuivano fingendo di capire tutto. Diamogli la soddisfazione di raccontarla per bene.
Il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, prende il nome attuale nel Medio Evo, dalla vicina statua del Colosso del Dio Sole, che prima della damnatio memoriae raffigurava Nerone. E’ senz’altro il più famoso tra gli anfiteatri romani, gli edifici usati dagli antichi romani per i giochi gladiatori e per le venationes (scontri tra gladiatori e animali). L’edificio fu il primo anfiteatro stabile a Roma, a ben 150 anni dai primi costruiti in Campania. Era in grado di contenere 50000 spettatori ed è oggi il più imponente monumento di Roma antica sopravvissuto al trascorrere del tempo: anche per questi motivi, insieme a tutto il centro storico di Roma, è nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Il Colosseo fu voluto da Vespasiano, che nel 72 decise di erigere questo edificio al posto di un lago artificiale facente parte della magnifica Domus Aurea di Nerone, il suo turpe predecessore, come gesto simbolico del nuovo corso imperiale.
Nerone aveva usurpato il terreno pubblico per i suoi interessi privati, il primo membro della dinastia flavia ripristinava l’uso collettivo di quell’area.
Nell’80 il figlio di Vespasiano e suo successore, Tito, inaugurò l’anfiteatro con 100 giorni di giochi; inoltre apportò alcune modifiche all’edificio, tra cui la realizzazione dei sotterranei nell’arena, che impedirono da allora in poi la rappresentazione delle naumachie (battaglie navali).
Il Colosseo, realizzato in mattoni ricoperti di travertino, è di forma ellittica, con una altezza di 48.5 metri e una estensione di 19000 metri quadri, ed è composto da quattro piani: uno con semicolonne in stile dorico, il secondo con colonne ioniche, il terzo con colonne corinzie, il quarto in muratura con piccole finestre quadrate, su cui poggiavano le travi del velario che doveva riparare gli spettatori dal sole.
L’arena, un tavolato di legno ricoperto di sabbia, aveva due accessi: la Porta Triumphalis da cui entravano lottatori e animali, e la Porta Libitinensis, da cui venivano fatti uscire i corpi senza vita dei gladiatori. Sotto l’arena un sistema di sotterranei permetteva di far apparire al centro della scena, tramite carrelli elevatori e rampe, gladiatori e bestie feroci.
Insomma, nulla che non abbiate visto ricostruito alla perfezione nel film Il gladiatore . Ultimamente si è parlato in tutti i tg del restauro finanziato da uno sponsor privato, dato che il Colosseo necessita di numerosi interventi e che i Beni Culturali sono sempre più in crisi: speriamo di conservarlo nella sua integrità ancora a lungo.
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