"La vita è buffa. È solo quando diventa precaria che ti accorgi di cosa è importante. Per me Grayson, ciò che è importante sei tu. Da sempre. Ecco di cosa mi sono reso conto in questi ultimi mesi: che la tua sindrome di Münchausen non conta nulla. Il nostro amore non è in ciò che hai fatto, nelle bugie che hai raccontato, che sentivi di dover raccontare. È in quel primo appuntamento al ristorante cinese. È nelle partite al Paroliere nella casetta al lago Icarus. È nella ragazza con i riccioli e i segreti negli occhi, quella che ha mostrato fin da subito di avere qualcosa di speciale, quella di cui mi sono innamorato all'infinito questo inverno. Mi dispiace di averci messo così tanto tempo a capirlo. Mi dispiace di non averti abbracciata quel giorno, quando sei venuta a scusarti. Mi dispiace di non averti asciugato le tue lacrime e averti detto che quelle bugie non contano niente. Che l'unica cosa che m'importa è che io e te stiamo assieme, senza maschere. Voglio chiederti di venire a trovarmi, ma non so se ne ho ancora il diritto. Se però, Grayson, hai ancora voglia di combattere, l'indirizzo è sulla busta. Prima che tu decida, devi sapere che non sono più il Drew che hai visto l'ultima volta. Non riesco quasi più a stare sedutto eretto. È da tempo che non sono più in condizioni di cantare: non riesco più a impugnare la chitarra. Accidenti, non sono neanche sicuro che tu sia in grado di leggere questa lettera, che ho faticato una settimana a scrivere. Prima di diventare così debole, però, ti ho scritto una canzone. Te la spedisco insieme alla lettera. Spero che l'ascolterai, anche se deciderai di non venire a trovarmi. Se non vuoi farmi visita, se hai voltato pagina, non ti porterò rancore. Io ho trascorso i momenti più felici della mia vita con te. E ti sarò sempre grato di questo. Prenditi cura di te, Saylor. Ti auguro ogni bene."
La nostra ultima canzone















