Basilica di San Simpliciano a Milano. . #sansimpliciano https://www.instagram.com/p/B3k_cHtI7OS/?igshid=1xnht8vazaw53

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Basilica di San Simpliciano a Milano. . #sansimpliciano https://www.instagram.com/p/B3k_cHtI7OS/?igshid=1xnht8vazaw53
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Milano ambrosiana, tracce di un itinerario
Corso Garibaldi si snoda irregolare dall’antico al nuovo centro. Superata Via Pontaccio, poco avanti, sulla destra, un vicolo e una piazza, risistemata durante il passato inverno, ci introducono nel passato ambrosiano di Milano: siamo di fronte alla basilica Virginum, poi dedicata a San Simpliciano, successore di Ambrogio sulla cattedra vescovile milanese.
Secondo la tradizione è una delle fondazioni di Ambrogio, voluta lungo la via che conduceva verso il nord Europa, e avrebbe dovuto essere, insieme alla basilica Martyrum (Sant’Ambrogio) e alla basilica Apostolorum (San Nazaro in Brolo), uno dei simboli della vittoria del cristianesimo, e, insieme alle altre, avrebbe rafforzato il ruolo di Milano, già capitale dell’Impero d’Occidente, quale capitale della supremazia del cristianesimo.
Le vicende architettoniche dell’edificio si sovrappongono dalla fine del IV sec. d.C./inizi V sec. all’età longobarda (tegole con il sigillo del re Agilulfo e figlio Adaloaldo), romanica (la facciata, il tiburio ottagonale, le tre navate, il campanile poi ribassato nel ‘500), rinascimentale (vele e sottarchi) fino ai massicci interventi Ottocenteschi.
La basilica, tuttavia, trattiene un’atmosfera antica, di grande rigore e sobrietà.
Oggi si presenta con una lunga pianta a croce latina, costruita da tre navate e due transetti, con cappelle laterali poste sul lato meridionale, e un sacello (un martyrium) collocato fra l’abside e il transetto.
L’interno è quasi privo di decorazioni, frutto dei restauri Novecenteschi che ristabilirono la corretta cronologia dell’impianto architettonico, riconoscendo in San Simpliciano l’esempio più coerente e straordinario di edificio paleocristiano conservatosi nei secoli, non solo a Milano. Di grandi dimensioni è la struttura dell’altare che si impone alla vista e che nasconde un gioiello pittorico rinascimentale che affresca l’intero catino absidale: l’Incoronazione di Maria circondata dai vari ordini angelici e da santi alla base della scena “imperiale”, opera immaginifica e avvolgente di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone (di cui parleremo diffusamente in uno dei prossimi post).
Una visione originale e significativa per poter comprendere meglio l’antichità della chiesa è quella dal piccolo chiostro del convento che venne costruito alle spalle di San Simpliciano.
Ciò che sorprende e affascina di questo luogo sono due elementi: la pace, il silenzio, il raccoglimento che si respirano pur essendo nel centro vitale della città, e l’impressione di architettura gotica, che rivolge lo sguardo verso l’alto, pur essendo un edificio pienamente paleocristiano (altezza di quasi 22 m).
Anche la luce, che in origine doveva inondare lo spazio interno, grazie a grandi finestroni che si aprivano sulla seconda fila di archi sul lato meridionale, si collega all’aspirazione gotica di rendere la luce spirito divino “incarnato” nello spazio della fede. Questa visione, tuttavia, sembra trasparire già in San Simpliciano e crea una sorta di cortocircuito temporale, ma dal profondo significato simbolico che attraversa i secoli.
Una delle letture più interessanti che riguardano San Simpliciano si trova nello studio di Richard Kreutheimer “Tre capitali cristiane. Topografia e politica”, mentre a questo link trovate una rassegna di volumi dedicati alla basilica, che nasconde molte altre curiosità, come il legame esistente fra Milano e Trento grazie ai tre santi martiri Sisinio Martirio e Alessandro.
Buona scoperta!
Pieno di gente. #milanodabere #sansimpliciano