Lei è bella. Una bellezza inusuale, un po’ retrò. Le labbra carnose, i capelli corvini e gli occhi scuri e profondi. Esprime sensualità con un solo sguardo, di quelli che ti stendono e ti lasciano interdetto. Poi comincia a cantare e il mondo si ribalta di nuovo. Perché quella voce è perfetta per la sua bellezza. Multiforme, stratificata, pulita. Che sa essere calda e tranquillizzante ma anche caustica e ansiogena. Che sa trasmettere passione, amore ma anche paura e disagio. Sarah Stride è il mio nuovo amore musicale. Prima Che Gli Assassini è il suo disco ed è già nella mia lista dei preferiti. Ti cattura fin dal primo ascolto. Perché è pop senza però essere banale. Perché basta ascoltarlo per capire che dietro c’è un lavoro minuzioso, in cui assolutamente nulla è lasciato al caso. Perché c’è quella voce che canta, racconta e si racconta. Perché le parole se usate come le usa Sarah hanno un senso che va al di la del senso stesso. Perchè si, la voce è protagonista assoluta,ma acquisisce ancor più senso grazie a tutto quello che c’è intorno. Sarah è consapevole del suo essere complessa ma non te lo fa pesare. Il registro è sempre alto ma lei è brava e tutti gli strati che lo compongono arrivano a tutti, ascolto dopo ascolto. Sarah è il futuro ma con uno sguardo fermo e critico sul passato. Sarah sa che nel panorama italiano è una mosca bianca ma non si ferma, prosegue per la sua strada senza farsi sedurre da facili guadagni. Sarah si fa sedurre solo dalla lingua e nello stesso tempo la fa propria ed in mano sua, o meglio nelle sue corde vocali, diventa strumento di seduzione. Insomma Sarah è brava. Sarah è bellissima. Ed io mi sono innamorato.








