Sometimes solutions aren’t so simple, sometimes goodbye is the only way.
In questi giorni leggo molto, non leggo libri, ho imparato a leggere i volti delle persone. Ho visto rabbia infondata, invidia non giustificata, ipocrisia pura, egoistica autocommiserazione.
Ho letto ingenuità in chi crede in un amore impossibile, non perché le favole non esistono , ma perché per essere una favola bisogna crederci in due. Ho letto speranza in chi crede che al ritorno, se ci sarà un ritorno, tutto sarà come prima. Ho letto pressione negli occhi di chi è spinto a fare delle cose solo perché gli altri lo vogliono, per non ferire e non deludere nessuno.
Leggerò anche ignoranza, nel volto di tutti quelli che leggendo di loro in questo testo, non comprenderanno a chi io mi sia rivolto.
Forse qualcuno che ha, come me, imparato a leggere i volti, vedrà in me qualche tratto: un amore pieno di odio, un addio che non darò per dimostrami forte, e che invece dimostra quanto ancora io sia debole, sguardi che evito perché non sono mai stati del tutto sinceri.
Poi mi sono guardato allo specchio, ho visto tristezza, perché in fondo io alle favole ci credevo. Rabbia, perché ero io l’unico a crederci. Fu così, che decisi di leggere ogni giorno me stesso attraverso lo specchio, fino a quando il riflesso avrebbe mostrato felicità.