Due miei personali edit del simbolo dei mezzelfi, più l'originale che si trova nelle pagine delle cronache ^^
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Due miei personali edit del simbolo dei mezzelfi, più l'originale che si trova nelle pagine delle cronache ^^
Anno XXIV - Mese 6° - Giorno 26°
Vi darò un consiglio, Noam. Scrivete a Maeve, dicendo che vi manda Eva. Ditele che è tempo, per Voi, di sentire addosso quanto è pesante il Soffio del Piombo...
Perché alla fine l’ho trovata, la Fata, nata in seno alla Magia ma che non è Maga. E’ un’ Alchimista, lei gioca con le regole del Mondo scavandoci dentro. E lo trasforma.
Ciò che sentite condiziona ogni cosa di Voi, Noam. Ciò che sentite e ciò che non sentite. Vi tira in basso, lontano dal Sole. E solo Voi sapete quanto avreste bisogno dei suoi raggi, ad accarezzarvi il viso..
Anno XXIV - Mese 6°- Giorno 21°
A volte perdersi conduce ad opportunità non immaginate o a circostanze favorevoli.
Shairen è una mezzelfa minuta, dagli occhi grandi e castani, che lavora come Becchina presso il cimitero del Ducato. Conversare con lei è piacevole, semplice e divertente. Mi ha concesso di riposare sulla sua poltrona e mi ha offerto un sigarillo. Abbiamo parlato delle mie perplessità circa le razze, piuttosto insolite ammettiamolo(!), che popolano queste Terre. Me ne ha suggerite alcune che cerco di tenere a mente così da non risultare troppo sorpreso nel momento in cui verrò a contatto con loro. Le ho promesso che tornerò a trovarla e così sarà, ricordandomi di non dimenticare il mio talismano contro la Jella.
Aryal è la culla di ogni popolazione che l’ha generata e che ha attraversato. E’ una Sacerdotessa della Dea Themis ed abita il suo Tempio. Credo sia una sorta di mistica in cui si manifesta il potere della Madre. Un forza che supera il naturale e che ho intravisto sulla sua pelle e dietro le sue spalle dove si sono manifestate un paio di ali di fuoco animate da brillanti ardenti. Mi ha offerto la possibilità di essere ospite dalla Foresteria di Luce quindi immagino che avremo modo di rivederci. Tra le altre cose è un’abile tessitrice, chissà che non possa insegnarmi ad usare ago e filo per evitare di realizzare cicatrici sulle mie stoffe.
Tarantola era una bella farfalla che crescendo è diventata velenosa. Le piacciono i viaggiatori o meglio le piacciono le storie fatta eccezione per quelle melense o quelle per i marmocchi. E’ minuta ma dalle forme che attirano gli sguardi. Credo sia una Strige o qualcosa del genere. Grazie a lei ho provato un’altra stramberia di questo posto che ancora non riesco a definire: i Pasticciotti. Sono piccoli dolcetti rosa, morbidi e succulenti, che urlano quando si tenta di mangiarli. Un vero strazio! Credo che per un po’ saranno di mia preferenza i cibi salati. Forse.
Ed in questo mio vagabondare non ho ancora avuto modo di incontrare Eva.Comincio a pensare che forse si è trattato semplicemente di un audace gioco della mia mente.
Un' illusione e nulla più.
Anno XXIV - Mese 6° - Giorno 10°
Questo posto è strano, pieno di creature che solitamente popolano i racconti di gioventù. Giusto ieri ho incontrato una Fata – Eva – e , ad essere sincero , mi sembra assurdo anche solo scriverlo. Tuttavia sono ancora qui per raccontare di quegli occhi verdi e della Dea Fortuna. A mente fredda non so se sia più giusto definirla Strega, visto quanto mi ha offerto, ma so per certo che devo ritrovarla. Se non altro per vivere di nuovo il sogno in cui incontrare Lei.
[ Angélica, figlia di Noam ed Isabél ( png ) Álvarez ]
Piove da giorni. Non ho un concept. Sono in camera da stamattina a disperarmi. Sono tornata su Tumblr. Lui mi manca.
Anno nuovo.
Alla fine sono di nuovo qui, il giorno prima della partenza per Milano. Ed è fantastico e terribile. Ho aspettato questo giorno con ansia da più di un mese e adesso è arrivato e dunque inizio a pensare che non sarò mai pronta per partire. Non sarò mai pronta per dire “ci vediamo fra tre mesi” perchè queste parole hanno sempre il sapore amaro di un addio. Mi sento addosso un’ansia e una paura che non riesco a scacciare. Temo che ce l’ho sempre avuta, questa paura di vivere, questa paura di scoprire e...di essere felice.
Ma non è solo questo. Oggi sento che è ufficialmente finita la mia estate, oggi è ufficialmente finito il mio primo anno di università (università, si parla proprio di me?) che è stato così incredibile e felice che quasi non mi sembra vero. E ho paurissima del nuovo anno, perchè significa ricominciare una pagina tutta nuova. Ho paurissima perchè significa, ancora una volta, lasciarsi tutto alle spalle.
E lasciarsi tutto alle spalle è orribile, io non sono fatta per lasciare le cose alle spalle. Non sono fatta per lasciare le persone alle spalle. Non ce la faccio proprio ad accettare che mia madre tornerà a casa e non metterà il mio piatto a tavola, e che mia nonna verrà in questa casa tutte le settimane a chiedere di me, e che mia sorella crescerà - perchè cresce a vista d’occhio - e io non sarò qui con lei, e che mio nipote farà tre anni e, ancora una volta, non sarò al suo compleanno, e che mio padre assaporerà ancora una volta l’alba della nostra Etna e io non sarò lì con lui, sulla nostra Etna. Ma soprattutto, non riesco ad accettare che sarà così per sempre, perchè non riesco più a immaginare il mio futuro tra queste mura, in questa terra che, per quanto incredibile, non mi appartiene più.
E’ per questo che ho paurissima, perchè non riavrò più tutto questo che ha rappresentato tutto il mio passato e non ha più nulla del mio futuro.
Alla fine sono di nuovo qui, a piangere come lo scorso anno e dopotutto non è per lo stesso motivo? Per consapevolezza e incertezza? Sono di nuovo qui, ma sono tanto tanto diversa dallo scorso anno. Sono ugualmente determinata, ma incredibilmente più consapevole. E sapere fa male davvero.
Il problema nell'iniziare una semi-relazione con una persona che non parla la tua lingua, è che ti fa diventare quel tipo di scema che fa intere conversazioni in inglese dentro la propria testa tanto perfette quanto improbabili. Tipico
Mi prendo delle cotte così facilmente da diventar scema, eppure è ugualmente facile perdere la mia fiducia che inizio a disprezzare tutto dopo poco. Amori facili quanto veloci a consumarsi.