Il 1 Novembre 2016 è uscito “Sospesi”, l’ EP di debutto di Neera!
Il progetto, nato dalla voce dell’ artista pugliese Rossana Longo (classe 1988), si muove tra Synth Pop raffinato, Electro Wave e testi in italiano essenziali e pregnanti.
“Sospesi” è stato prodotto e arrangiato da Vincenzo Aversa (bass synth), Francesco Todisco (drum pad) e Antonio Conte (Synth) ed è stato poi registrato e mixato dallo studio di produzione Le Dune Recording, di Martina Franca (TA), con la collaborazione di Fabrizio ‘Faco’ Convertini.
Abbiamo scambiato qualche parola proprio con Rossana.
- Benvenuta su Selektor Mood e grazie per l’intervista! Abbiamo ascoltato questo tuo EP di debutto “Sospesi” e in tal caso eravamo curiosi di sapere come è stato concepito?
Ciao ragazzi, piacere mio! La possibilità di incidere questo primo EP è arrivata a Febbraio scorso. Faco era venuto a sentirci suonare a casa di Dani, un amico di Putignano, in un secret concert. A presentarcelo era stato Antonio Conte, il nostro tastierista. Rimase subito molto colpito, tanto da decidere di registrarci nel suo studiolo “Le Dune Recording” a Martina Franca. E’ stata una piacevole sorpresa!
- Ok. Dunque, noi come webzine e show radiofonico, trattiamo la musica elettronica in tutte le sue sfumature e a tal proposito in “Sospesi” abbiamo sentito un forte influsso del genere e la presenza di notevoli effetti digitali. Come nasce il sound di Neera?
Penso che il sound di Neera sia nato molto spontaneamente dal gusto dei componenti e dalla voglia di cimentarsi con l’elettronica. Avevamo a disposizione degli strumenti che ci hanno permesso di elaborare arrangiamenti accattivanti, forse nuovi per le nostre stesse orecchie: ci chiedevamo se non fosse eccessivo l’impiego dell’elettronica su brani con testo in italiano.
- Perfetto! Mi riallaccio subito all’ ultima cosa che hai detto e voglio aprire con te proprio una discussione su questo argomento. Abbiamo assistito anche alle performance live di artisti che cantano in italiano, ma hanno una forte base elettronica sottostante (mi riferisco nel nostro caso a Cosmo e I Cani). A tal proposito secondo te dove l’italiano incontra la musica elettronica?
Nonostante i dubbi iniziali sulla compatibilità della lingua italiana con un genere di origine anglofila, abbiamo sviluppato e portato in giro un repertorio di circa nove pezzi che ha raccolto consensi in Puglia e non solo. La consapevolezza di ciò che si è fatto è, almeno per me, ancora a malapena percepibile. Spesso mi è capitato di ritrovare un’ intrinseca musicalità, non soltanto nelle parole, quanto nel pensiero che le precede. Credo che il suono dei nostri tempi sia un suono elettronico e, forse, viverlo appieno significa proprio tradurlo nella nostra lingua madre.
- Siamo arrivati alla conclusione di questa bella chiacchierata con te e mi sembra giusto chiederti, dopo l’uscita di questo EP, se hai già dei progetti futuri.
Sì, stiamo organizzando un mini tour nel centro e Sud Italia che partirà a Gennaio. Oggi il progetto ha però cambiato assetto. Porteremo in giro l’ EP io e Jacopo Tricoli, cantautore romano, in una veste nuova tutta da scoprire.
In definitiva, secondo il nostro parere, “Sospesi” rispecchia un po' il cantautorato italiano indipendente, rivisto però in una nuova veste grazie al giusto mix tra bei testi e sonorità e ritmiche digitali, che contribuiscono a creare un’ alternativa al classico concetto di cantautore “Chitarra e voce”.
Primavera Sound Festival 2016: Vibrazioni tutte “primaverili”
Dopo una tre giorni di musica così intensa, torni a casa con ancora addosso belle vibrazioni tutte ''primaverili'' e, probabilmente continuerai per un po' a vivere nel ricordo del concerto perfetto...
Primavera Sound Festival 2016. Sono disparati i generi in cartellone e ci sono ben 10 palchi affollati da chitarre consumate dal tempo, macchine analogiche e non e piedi scalzi.
Il livello resta quasi ovunque altissimo e per poter prendere il più possibile serve studiare una precisa tabella di marcia. Dai main stages si affacciano artisti che hanno segnato la storia e che si impongono a te con la propria personalità e presenza scenica. Si tratta di Pj Harvey, Sauvages, Radiohead, Beach House, Lcd Soundsystem, Air, Brian Wilson, Beirut, Sigur Rós, The Last Shadow Puppets e Tame Impala. A contornare le loro esibizioni, pregevoli performances di visual art.
Sigur Ros
Sugli altri palchi salgono artisti ''minori'': Battles, Noga Erez, Julia Holter, Neon Indian, U.S. Girls, Moses Sumney e tanti altri ancora. Anche l'elettronica figura con alcuni dei suoi massimi esponenti come Moderat, Animal Collective, Sun Glitters e Holly Herndon, artista digitale in toto che, per comunicare col suo pubblico, adopera un laptop su cui compone pensieri estemporanei, conducendoci in una specie di live chat in cui siamo tutti ''on line''.
Il Primavera, in definitiva, è il festival dell'alternative music per antonomasia dove puoi tirare le fila del panorama musicale del tempo che tu stesso stai vivendo.
Anni e anni da autore e compositore per il mondo pop, con prodotti che non ci hanno particolarmente entusiasmato, ma cosa ci vuoi fare... “Il lavoro è pur sempre lavoro”, soprattutto quando major e mainstream ci fanno da padroni; tuttavia, un bel giorno Dario Faini ha deciso di risvegliare quella creatività assopita e ci ha messo la faccia in un progetto tutto suo, con un racconto romantico e nostalgico di tutto quello che ha rappresentato la musica per lui. Una rinascita testimoniata anche dal nome dato al primo pezzo “Nuovo inizio a Neukölln” del primo album “ 7 ”. 7 giorni per creare 7 tracce, un titolo ambizioso e molto mediatico. Questo viaggio raccontato attraverso una trilogia, con la volontà di raccontare 3 città simbolo nella propria crescita musicale: Berlino, mecca fondamentale per molti artisti tra i quali i suoi miti David Bowie e Brian Eno con il suo omaggio al "Berlin Trilogy" albums, Londra, patria e dimora della musica elettronica e Reykjavik, scelta soprattutto per un fascino incondizionato, quasi un istinto embrionale di appartenenza da parte di Dario verso le gelide e misteriose terre islandesi, capaci di dar luce ai lavori di artisti come Bjork e Ólafur Arnalds fino ad arrivare a Ben Frost.
Come descrivere il suono di Dardust? Le influenze non mancano, a primo impatto si potrebbe pensare a Nils Frahm, Jon Hopkins, passando per Ludovico Einaudi fino ai Sigur Ros. Ma lui stesso preferisce dissociarsi da qualsiasi etichetta, definendo il suo stile un pop cinematico strumentale. Da qui apprezziamo la sua umiltà di discostarsi dal genero neoclassico, a cui spesso viene associato, perché in effetti si tratta di un paragone troppo ambizioso e lontano da quel che semplicemente Dardust vuole essere: un progetto di musica elettronica ,totalmente strumentale, sviluppato su una scrittura minimalista al piano e incentrato sull ’emozionalità capace di trasmettere all’ ascoltatore.
In questa progetto pieno di omaggi e citazioni, non poteva mancare una splendida trilogia di videoclip curata dal regista Tiziano Russo – Sunset On M, Invisibile ai tuoi occhi, Enjoy The light – deliberatamente ispirata dalla cinematografia di, tra gli altri, Nicolas Roeg (L’uomo che cadde sulla Terra con David Bowie attore) e Stanley Kubrick (2001 Odissea Nello Spazio).
Ma senza dubbio, l’espressione migliore di Dardust si ritrova probabilmente nella dimensione live: infatti dopo aver appena concluso la registrazione del loro secondo album (direttamente a Reykjavik), i Dardust hanno ripreso il loro tour promozionale e noi li abbiamo ascoltati lo scorso venerdi 18 dicembre al Melkweg di Terlizzi. Una location intima e accogliente, capace di esaltare l’esibizione di Dario, impegnato al piano e circondato da drum machine e coadiuvato dall’ instancabile Vanni Casagrande alla tastiera, agli effetti e ai crash. Menzione particolare va fatta per i visuals utilizzati, vero e proprio elemento fondamentale dello show in grado di trasmettere un latente ed indefinito senso di libertà all’ ascoltatore / spettatore.
Il set inizia privilegiando il primo EP, con pezzi come “Sunset on M.” o “Invisibile agli occhi”, I Dardust si sono cimentati in un ulteriore omaggio a David Bowie (attore in Furyo di Nagisa Oshima), proponendo una loro raffinata e dinamica versione della colonna sonora a cura di Ryūichi Sakamoto. E dopo questa intimissima cover, la seconda parte del loro show si è evoluta ritmicamente, con la presentazione dei nuovi pezzi, come “Bardaginn” o “Hrivengur”, del secondo album che hanno appena completato di registrare. Il live è terminato con una sequenza di cover omaggio agli anni 90’ tra cui “Hey Girl Hey Boy” dei The Chemical Brothers , “Right Here, Right Now” di Fatboy Slim e “Born Slippy” degli Underworld.
Noi siam rimasti piacevolmente sorpresi e catturati da questa bella realtà italiana. Gli ingredienti ci sono tutti per poter affermare che nel 2016 continueremo a sentir parlare di loro. Ci auguriamo che l’esperienza londinese sia altrettanto prolifica e che il terzo album mantenga alto il livello della trilogia. Cos’altro dire: Dario ti preferiamo molto più in questa veste e vedendo come vivi i live, riteniamo di non essere i soli a pensarlo. Cogliete l’occasione di vederli dal vivo per non rinunciare ad una interessantissima escalation sonora, ritmica ed emotiva.
Il brand MOVEMENT punto di riferimento per il pubblico appassionato di club culture e non solo, è tornato a Torino per festeggiare il suo decimo anniversario con una straordinaria settimana ricca di appuntamenti, offrendo performance d'eccellenza che esplorano le profondità e i confini della musica elettronica.
Da sabato 24 ottobre a domenica 1 novembre 2015, la città della Mole, centro nevralgico dei festival di elettronica nel nostro paese, ha ospitato i migliori dj internazionali della scena per un'esplorazione musicale a 360°.
Noi di Selektor Mood, non potevamo mancare alla serata culmine del festival, quella di sabato 31 ottobre, dove al Lingotto Fiere, nel capoluogo piemontese, Movement ha offerto al suo affezionato pubblico una grande festa per i suoi dieci anni con 12 ore di musica, 5 stage (Kappa, Detroit, Movement, House e Yellow) e più di 40 dj.
Tra i nomi più attesi si sono esibiti gli artisti dell'etichetta di culto Innervision, sullo “Yellow stage”, interamente dedicato a loro: l'irlandese Mano le Thoughe il suo sound tra modern disco, house e techno, ÂME DJ con la sua Detroit Techno che affonda le proprie radici nella deep house, nel soul e nel funk e il venerato dj Dixon, esponente viscerale di un nuovo genere definito New Romantic House, capace di portare l'ascoltatore in un’altra dimensione in cui suoni orientali e tribali si accostano alla moderna elettronica. Con loro anche Henrik Schwarz e Sandrino.
Line up di tutto rispetto anche per l’ “House stage” che ha visto protagonisti i dj di “The House That Chicago Built” capitanati da Lil’ Louis, produttore e dj pioniere della Chicago House. Durante la sua lunga carriera, iniziata negli anni ‘80, ha avuto diverse hit sulla Billboard Dance Chart e ultimamente ha anche intrapreso la strada del cinema con il documentario intitolato proprio “The House That Chicago Built”, un film che ripercorre l'epopea della House Music con approfondimenti, curiosità e interviste ai dj che hanno fatto la storia di questo genere. Sul palco oltre a Louis, Derrick Carter, Marshall Jefferson si è esibito anche il portoricano DJ Sneak, star mondiale e uno dei punti di riferimento del movimento house di Chicago per il suo sound sempre all'avanguardia.
Sul “ Detroit stage” direttamente dagli States, son giunti anche Derrick May e Kevin Saunderson, considerati assieme a Juan Atkins gli inventori della Techno, tra i primi produttori a superare i limiti entro i quali si muoveva la musica elettronica underground cambiandone per sempre forma e contenuto.
Come ogni anno è stata fortissima anche la presenza di superstar europee come l'inglese Alan Fitzpatrick, punta di diamante di molte etichette importanti come Drumcode, Figure, Bedrock, 8 Sided Dice, Sleaze e conosciuto in tutto il mondo per le sue sonorità tech-house caratterizzate dai loop-tormentoni che lo hanno reso uno dei più influenti artisti techno del momento. Tra i grandi nomi provenienti dal vecchio continente anche Chris Liebing, uno dei dj tedeschi storicamente più amati in nel nostro Paese, considerato uno dei massimi esponenti internazionali della musica Techno.
L'Italia è stata degnamente rappresentata da Ilario Alicante, classe 1988: un vero enfant prodige, è uno dei dj e produttori techno più stimati del pianeta. Partito da Livorno ha conquistato pubblico e critica con i suoi live set e il suo sound house con sfumature e cadenze latine, minimal techno e elettroniche. La sua traccia “Vacaciones en Chile” è diventata un vero e proprio successo nei più importanti club.
Non sono mancate grandissime dj donne: il nuovo talento emergente ucraino Nastia, la bellissima e talentuosa star siberiana Nina Kraviz con la sua house profonda e affascinante dalle sonorità deep-house chic e ricercate, l'italianissima Carola Pisaturo e suoi dj set spontanei e carnali, un’eterogenea commistione di house, funk e techno, genuinamente mediterranea.
Movement Torino musica festival 2015 oltre alla particolare attenzione nella qualità dell'offerta artistica, è riuscita a distinguersi per l'impegno verso l'innovazione tecnologica, introducendo quest'anno la tecnologia cashless.
Inoltre, vicina alle tematiche di mobilità e sostenibilità, con il suo sistema integrato per la ricezione e mobilità intelligente degli ospiti: Movement Mobility & Hospitality System”, ha veicolato i pernottamenti negli hotel del territorio, stimolato l’utilizzo di mezzi pubblici e infine promosso le attività culturali di Città di Torino e di Regione Piemonte.
Annata 1996, il più giovane Dj resident del Kode_1, inizia in giovane età l'approccio verso il mondo musicale e la musica elettronica, spostando successivamente i propri interessi musicali su qualcosa di più forte ed elegante, la Ambient minimal-Techno. Nella scena della musica elettronica e techno mondiale ha affiancato artisti celebri come Throwing Snow, Moiré, Jolly Mare, Beneath, Legowelt, Harptical, M.Unzip, Airhead, Capibara, Sgamo, Rais, Sonambient, Machweo, Valentino Kanzyani , Âme, Agents of Time e molti altri...
Parliamo di Æmris che abbiamo avuto il piacere di avere come ospite in trasmissione!
per riascoltare la puntata,cliccate qui:
http://www.yesweradio.it/?q=trasmissione%2Fsm-121-ottobre-20