Ma io penso sempre: sai che palle stare con la stessa persona tutta la vita, sempre lei che ti sveglia, lei che t’addormenta, ed è con lei che porti a spasso il cane e mangi il primo gelato dell’anno e festeggi ogni compleanno, ogni Natale, e fai jogging al parco, con lei che - tutte le settimane d’ogni mese dell’anno - esci in macchina il sabato, ed è lei che viene con te ad annoiarsi a morte ai matrimoni e alle comunioni. Ma dài, mi dico, sai che palle baciare tutta la vita la stessa persona, solo lei, dormire insieme a lei e tenerla sveglia a raccontarle aneddoti e rimboccarle le coperte e riscaldarla d’abbracci quando ha freddo e tenerle la fronte se deve vomitare e misurarle la febbre e vedere sempre e solo i suoi occhi col cielo come sfondo e sentire solamente la sua voce al telefono e dedicare solo a lei, sempre a lei tutte le canzoni alla radio. Sai che palle, mi dico, mi ripeto e poi lo sai, l’ho sempre pensato che quasi mi disgusta soltanto immaginare di vedere sempre dal balcone arrivare lo stesso volto che nella mia testa, guarda caso, è praticamente sempre il tuo. Se ci penso insomma, se immagino me tutta la vita, sempre con una sola persona e basta allora non so perché quella persona sei tu. A me, che ho sempre odiato pensare di toccare le stesse mani eternamente e di sfiorare nel letto sempre gli stessi piedi freddi, sì, a me forse andrebbe di condividere con te quel che resta di me e di vedere tutti i giorni ogni giorno sempre e solo i tuoi capelli, il tuo modo di morderti le labbra, mi andrebbe di imparare a memoria le tue abitudini, i giorni della settimana in cui più ti piace ridere e mi andrebbe di stringere solamente la tua mano e mai quella di qualcun altro e di tenere tra le dita i battiti del tuo cuore ogni notte prima di dormire e di chiudere i miei occhi in simbiosi coi tuoi e di guardare sempre te e solo te uscire in punta di piedi dal cancello di casa mia, solo te e sempre te ogni mattina e ogni notte, che orrore a pensarci, no? Però chissà perché se si tratta di te mi si accelera il cuore.
















