Vale la pena essere sinceri? Comunque chi ti ascolta o non ti crede o non è sincero con te..

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Vale la pena essere sinceri? Comunque chi ti ascolta o non ti crede o non è sincero con te..
"Ti Ho Quasi Urlato Con Le Lacrime Di Restare, Ma Te Ne Sei Andato Lo Stesso, Sparito Come Le Tue Promesse"
-Asacascade
Você costumava me proteger de tudo, era meu escudo.
Hoje voce arranca minha armadura
Finiscila.
E quando passavi per i corridoi, ti giuro che mi sentivo morire. Il mio cuore martellava, faceva male perché mi mancava un po’ il respiro, ma faceva anche bene perché bastava vederti ed ero di nuovo felice, nonostante a scuola prendevo sempre brutti voti. Il mio stomaco stava male, perché lo riempivi di farfalle. E quando all’inizio mi dicevi ”ciao” sarei svenuta sulla panchina e non mi sarei mai rialzata. Di notte nella mia testa c’eri solo tu, mi addormentavo tardi perché fantasticavo troppo su di noi, anche se non sapevamo ancora bene che tipo di relazione era. Per una volta preferivo la mia realtà ai miei sogni. Controllavo sempre il telefonino in cerca di te, cercavo il tuo scooter, so perfino a memoria il numero di targa, controllavo i treni che prendevi per andare ad allenamento, controllavo sempre Whatsapp, tenevo sempre ad occhio i tuoi amici, perché forse eri là con loro. Per mesi ho pensato solo esclusivamente a te. Poi ci sono stati alcuni situazioni in cui il cuore mi faceva male, perché nessuno di noi stava cercando di fare funzionare la storia: magari perché entrambi eravamo alle prime armi, ma tutto questo mi rendeva una ragazza triste…. Mi hai chiesto anche scusa e mi hai detto esplicitamente che la nostra situazione doveva cambiare, ma come sarebbe potuto cambiare se eravamo rimasti due persone totalmente uguali. Nessuno ci aveva provato ed ecco il risultato. Finché uno dei due si è dato una svegliata e ha smesso tutto questo, ma per me non era finita, anzi penso che non sia finito nemmeno ora. Perché io lo so che nei nostri sguardi c’è ancora sentimento, io me lo sento… Ogni volta che i nostri occhi si scontrano, proviamo sempre qualcosa per l’altro, riesco a leggertelo agli occhi, lo capisco. So anche che la timidezza per entrambi non è cambiata. Ma ritorniamo in dietro. Hai fatto tu il primo passo decisivo ed io ho accettato perché non ho voluto combattere per ciò che volevo davvero, cosa che ho imparato più tardi. In quel momento lo sapevo cosa avresti detto, ma mi ero già preparata la serata prima, riuscendo ad andare a dormire solamente alle 3 di notte. Mentre parlavi cercavo di non guardati agli occhi perché se lo avessi fatto sarei scoppiata, avrei tirato fuori tutta la mia delusione, la tristezza e il dolore che provavo. Evitai così di guardarti, non per maleducazione bensì per non essere maggiormente debole. Anche se le tue scuse erano banali e insensate le ho accettate, ma con il cuore che si spezzava pezzi dopo pezzi. La sensazione era dolorosa era come non avere più niente dentro il corpo, prosciugato. Il nostro ultimo contatto fisico è stato lì, io che mi sono fatta avanti e ti ho abbracciato e ti ho dato un bacio come se fosse l’ultima volta. Da lì in poi non abbiamo più parlato. Io le prime due settimane stavo bene, ma dopo quelle due erano i giorni più brutti della mia vita, ero a pezzi. Quante notti sono stata sveglia a pensarti, quante lacrime ho versato, quanti rimpianti. Mi capitava spesso di vederti a scuola e ogni volta era una fitta dolorosa al cuore, mi dovevo sedere, e per fortuna c’erano le mie amiche che mi aiutavano, in qualunque modo pur di vedermi felice. Io però ridevo solo per compiacerle, ma dentro di me era come camminare scalzi su qualcosa di appuntito. Questo stato d’animo è durato fino a metà estate poi ho iniziato a riprendermi, perché stavo pensando solamente al divertimento a Berlino. Arrivò il suo compleanno, quel giorno che aspettavo con ansia quando stavamo assieme, per fargli un immenso biglietto con tanti cuoricini sopra, ma ora era tutto finito. Ma quel giorno, quella sera, per l’ennesima volta avevo pianto, in silenzio siccome ero con le mie compagne di stanza. Mi decisi comunque per rispetto a fargli gli auguri di compleanno, cosa sicuramente non si aspettava. La mia estate stava andando benissimo, avevo conosciuto anche un ragazzo di Praga e subito mi è piaciuto, lui mi faceva stare bene e ho cercato di rimediare a ciò che avevo sbagliato in passato, ho provato a non essere timida. Mi riuscita abbastanza bene penso, tranne che non gli ho detto che mi piaceva tanto, solamente tramite lettera. Dopo le vacanze sono stata male, ma un male diverso, direi buono. Tornati a scuola. Lo sapevo, ero sicura che non avrei provato più niente, ne ero sicura, ma poi ”puff!”, eccolo nei corridoi e ”patabum!” nei miei pensieri e sentimenti. Fino d’ora. Su due pensieri su sei c’è lui.
Pequenos ciúmes, grandes indiretas.
L;X
Sem você nada tem graça. Sem você nada tem sentido.
I won't, I won't let your memory go